I TEMPI PER L’APPROVAZIONE DELLA RIFORMA E PER LO SVOLGIMENTO DEL REFERENDUM POPOLARE
Se il testo approvato dal senato il 13 ottobre 2015 sarà approvato dalla Camera senza modificazioni, la riforma costituzionale avrà completato la fase di prima lettura delle Camere, prevista dall'articolo 138 della Costituzione per i disegni di legge costituzionali.
Da quel momento potrà dunque computarsi il periodo di 3 mesi decorsi i quali le Camere potranno procedere alla seconda lettura conforme del testo di riforma della Costituzione.
In caso di approvazione del testo, nella seconda lettura, a maggioranza assoluta (ed inferiore ai due terzi) dei componenti di ciascuna Camera, la legge costituzionale potrà essere sottoposta a referendum popolare su richiesta:
giovedì 19 novembre 2015
I dettagli tecnici della RIFORMA COSTITUZIONALE - Scheda/commento del Prof. Azzariti
1. La fine del bicameralismo perfetto e la riduzione delle funzioni del Senato
- Eliminato il rapporto di fiducia tra il Governo e il Senato: sarà la sola Camera ad accordare o revocare la fiducia al Governo.
- In raccordo con la legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), che assicura una maggioranza assoluta dei seggi all'unica lista che ottiene il miglior risultato (al primo turno se supera la soglia del 40% dei voti espressi; al ballottaggio senza la previsione di una soglia di partecipazione, dunque anche nel caso di una astensione maggioritaria), si produrrà l'effetto che un solo partito potrà formare il Governo e ottenere la fiducia alla Camera, anche se espressione di una esigua minoranza di votanti.
- Differenziate le funzioni delle Camere:
- alla Camera dei deputati sono attribuite la rappresentanza della Nazione, la funzione legislativa, la funzione di indirizzo politico e quella di controllo dell'operato del Governo;
mercoledì 14 ottobre 2015
"Italicum" - PRESENTATI IN CASSAZIONE DUE QUESITI ABROGATIVI
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale:
PRESENTATI IN CASSAZIONE DUE QUESITI PER OTTENERE REFERENDUM ABROGATIVI DELL’ITALICUM
Questa mattina una delegazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha presentato alla Corte di Cassazione due quesiti per l’effettuazione di altrettanti referendum abrogativi della legge elettorale recentemente approvata dalla attuale maggioranza parlamentare (italicum).
PRESENTATI IN CASSAZIONE DUE QUESITI PER OTTENERE REFERENDUM ABROGATIVI DELL’ITALICUM
Questa mattina una delegazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha presentato alla Corte di Cassazione due quesiti per l’effettuazione di altrettanti referendum abrogativi della legge elettorale recentemente approvata dalla attuale maggioranza parlamentare (italicum).
PREPARIAMOCI AI REFERENDUM SULLE RIFORME ISTITUZIONALI
Per la difesa e l’attuazione della COSTITUZIONE e per la DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA: PREPARIAMOCI AI REFERENDUM SULLE RIFORME ISTITUZIONALI
Il capo del Governo sta modificando la Costituzione grazie a un Parlamento eletto con una legge incostituzionale e per giunta con maggioranze risicatissime. Il rovescio di quello che dovrebbe avvenire!
Il Governo Renzi e la sua maggioranza con queste riforme tolgono ai cittadini il diritto di eleggere i senatori, concentrano eccessivi poteri nelle mani del Presidente del Consiglio e del Governo, peggiorano le modalità di legiferare e mettono in discussione l’equilibrio dei poteri e l’indipendenza degli organi di garanzia.
LA LEGGE ELETTORALE (Italicum), come la vecchia legge definita porcellum bocciata dalla Corte Costituzionale, limita i diritti dei cittadini a scegliere e ad avere una rappresentanza equilibrata e pluralista e favorisce, attraverso il sistema maggioritario e l’enorme premio di maggioranza, lo strapotere di chi vince le elezioni – come la legge Acerbo che favorì l’ascesa al potere di Mussolini e la dittatura fascista.
I PRINCIPI FONDAMENTALI della Costituzione e i diritti dei cittadini (lavoro, salute, scuola, giustizia, informazione, ambiente) sono sotto attacco.
DIFENDIAMO IL NOSTRO DIRITTO DI VOTO E DI SCELTA DEI NOSTRI RAPPRESENTANTI AI DIVERSI LIVELLI ISTITUZIONALI
VOGLIAMO CONQUISTARE SPAZI e STRUMENTI di DEMOCRAZIA PARTECIPATA e DIRETTA
Organizziamoci per promuovere COMITATI REFERENDARI
allo scopo di fermare il disegno antidemocratico in corso.
Il capo del Governo sta modificando la Costituzione grazie a un Parlamento eletto con una legge incostituzionale e per giunta con maggioranze risicatissime. Il rovescio di quello che dovrebbe avvenire!
Il Governo Renzi e la sua maggioranza con queste riforme tolgono ai cittadini il diritto di eleggere i senatori, concentrano eccessivi poteri nelle mani del Presidente del Consiglio e del Governo, peggiorano le modalità di legiferare e mettono in discussione l’equilibrio dei poteri e l’indipendenza degli organi di garanzia.
LA LEGGE ELETTORALE (Italicum), come la vecchia legge definita porcellum bocciata dalla Corte Costituzionale, limita i diritti dei cittadini a scegliere e ad avere una rappresentanza equilibrata e pluralista e favorisce, attraverso il sistema maggioritario e l’enorme premio di maggioranza, lo strapotere di chi vince le elezioni – come la legge Acerbo che favorì l’ascesa al potere di Mussolini e la dittatura fascista.
I PRINCIPI FONDAMENTALI della Costituzione e i diritti dei cittadini (lavoro, salute, scuola, giustizia, informazione, ambiente) sono sotto attacco.
DIFENDIAMO IL NOSTRO DIRITTO DI VOTO E DI SCELTA DEI NOSTRI RAPPRESENTANTI AI DIVERSI LIVELLI ISTITUZIONALI
VOGLIAMO CONQUISTARE SPAZI e STRUMENTI di DEMOCRAZIA PARTECIPATA e DIRETTA
Organizziamoci per promuovere COMITATI REFERENDARI
allo scopo di fermare il disegno antidemocratico in corso.
venerdì 25 settembre 2015
Un post di Mauro Barberis
La notizia principale che ho trovato al mio ritorno dal Cile è l’approvazione da parte della Camera – in prima lettura, e a maggioranza semplice – della riforma costituzionale del Senato. Il testo è così disarmante, anche solo dal punto di vista tecnico, che non metterebbe conto parlarne.
martedì 5 maggio 2015
Italicum: distribuzione diseguale dei seggi e diseguaglianza dei cittadini nel voto.
Dimostrazione pratica:
La Corte costituzionale con la sentenza 1/2014 ha dichiarato incostituzionale il meccanismo della legge Calderoli che attribuiva alla minoranza “vincente” un premio di maggioranza senza soglia minima.
La Corte non ha contestato di per sé qualsiasi meccanismo che attribuisca un premio di maggioranza, ma ha dichiarato costituzionalmente intollerabile che possa essere attribuito un premio di maggioranza “senza soglia” perchè l'effetto sarebbe quello di produrre una distorsione enorme fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in seggi, determinando un vulnus al principio stesso della sovranità popolare.
Nessun sistema elettorale è in grado di assicurare una perfetta corrispondenza fra i voti espressi ed i seggi conseguiti da ciascuna forza politica che partecipa all'agone elettorale. Questo però non consente di buttare a mare il principio espresso dall'art. 48 della Costituzione secondo cui il voto è libero ed uguale, diretta conseguenza del principio di eguaglianza e di partecipazione espresso dall'art. 3 Cost.
La legge Calderoli ha istituzionalizzato la diseguaglianza dei cittadini italiani nel voto, attraverso il meccanismo previsto dall'art. 83 che prevede la formazione di un “quoziente di maggioranza” e di un “quoziente di minoranza”.
Nelle elezioni del 2013 il quoziente di maggioranza è stato di circa 29.000 voti, mentre quello di minoranza è stato superiore a 80.000 voti. Il rapporto fra i due quozienti è di 2,66. Quindi il voto dei cittadini di maggioranza ha pesato 2,66 volte di più del voto dei cittadini di minoranza (secondo lo schema allegato)
L'Italicum non solo non abolisce il meccanismo del premio di maggioranza senza soglia, ma addirittura lo esalta, attribuendo il premio ad una unica lista, anziché alle coalizioni.
Poichè il sistema politico italiano non è bipolare, né tantomeno bipartitico il meccanismo elettorale congegnato è destinato a produrre naturalmente – soprattutto attraverso il ballottaggio - una fortissima distorsione fra la volontà espressa dal corpo elettorale ed i seggi conseguiti dalle singole forze politiche, istituzionalizzando la diseguaglianza dei cittadini nell'esercizio del diritto di voto.
Una simulazione renderà più chiari gli effetti perversi di questo sistema.
La Corte costituzionale con la sentenza 1/2014 ha dichiarato incostituzionale il meccanismo della legge Calderoli che attribuiva alla minoranza “vincente” un premio di maggioranza senza soglia minima.
La Corte non ha contestato di per sé qualsiasi meccanismo che attribuisca un premio di maggioranza, ma ha dichiarato costituzionalmente intollerabile che possa essere attribuito un premio di maggioranza “senza soglia” perchè l'effetto sarebbe quello di produrre una distorsione enorme fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in seggi, determinando un vulnus al principio stesso della sovranità popolare.
Nessun sistema elettorale è in grado di assicurare una perfetta corrispondenza fra i voti espressi ed i seggi conseguiti da ciascuna forza politica che partecipa all'agone elettorale. Questo però non consente di buttare a mare il principio espresso dall'art. 48 della Costituzione secondo cui il voto è libero ed uguale, diretta conseguenza del principio di eguaglianza e di partecipazione espresso dall'art. 3 Cost.
La legge Calderoli ha istituzionalizzato la diseguaglianza dei cittadini italiani nel voto, attraverso il meccanismo previsto dall'art. 83 che prevede la formazione di un “quoziente di maggioranza” e di un “quoziente di minoranza”.
Nelle elezioni del 2013 il quoziente di maggioranza è stato di circa 29.000 voti, mentre quello di minoranza è stato superiore a 80.000 voti. Il rapporto fra i due quozienti è di 2,66. Quindi il voto dei cittadini di maggioranza ha pesato 2,66 volte di più del voto dei cittadini di minoranza (secondo lo schema allegato)
L'Italicum non solo non abolisce il meccanismo del premio di maggioranza senza soglia, ma addirittura lo esalta, attribuendo il premio ad una unica lista, anziché alle coalizioni.
Poichè il sistema politico italiano non è bipolare, né tantomeno bipartitico il meccanismo elettorale congegnato è destinato a produrre naturalmente – soprattutto attraverso il ballottaggio - una fortissima distorsione fra la volontà espressa dal corpo elettorale ed i seggi conseguiti dalle singole forze politiche, istituzionalizzando la diseguaglianza dei cittadini nell'esercizio del diritto di voto.
Una simulazione renderà più chiari gli effetti perversi di questo sistema.
sabato 9 agosto 2014
Pubblicato il comunicato stampa
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/08/09/news/la-via-maestra-critica-la-riforma-costituzionale-1.9737605
“Giù le mani dalla Costituzione”
Il Comitato di Trieste per la Difesa della Costituzione prende posizione contro il ddl Boschi che prevede la modifica del Senato.
Si fermi lo stravolgimento della carta costituzionale italiana da parte del governo. Lo afferma il Comitato per la Difesa della Costituzione - la via Maestra di Trieste.
"Chi è ora al governo non ha ricevuto il mandato elettorale per modificare un terzo della Costituzione, ben 47 articoli, praticamente tutta la sua seconda parte. La Costituzione appartiene a tutti e non può essere stravolta rafforzando il potere del governo e riducendo gli spazi di partecipazioni dei cittadini. Questa pseudo riforma è aggravata ulteriormente da una legge elettorale che assegnerebbe la maggioranza assoluta a chi raggiunge appena il 37% dei voti”. La lotta contro il tentativo di stravolgimento costituzionale portato avanti dal governo Letta - caduto a pochi giorni dal fallimento del suo tentativo - verrà portata avanti intensamente anche nei confronti del governo Renzi, sostenuto surrettiziamente da Berlusconi, conclude il Comitato triestino.
“Giù le mani dalla Costituzione”
Il Comitato di Trieste per la Difesa della Costituzione prende posizione contro il ddl Boschi che prevede la modifica del Senato.
Si fermi lo stravolgimento della carta costituzionale italiana da parte del governo. Lo afferma il Comitato per la Difesa della Costituzione - la via Maestra di Trieste.
"Chi è ora al governo non ha ricevuto il mandato elettorale per modificare un terzo della Costituzione, ben 47 articoli, praticamente tutta la sua seconda parte. La Costituzione appartiene a tutti e non può essere stravolta rafforzando il potere del governo e riducendo gli spazi di partecipazioni dei cittadini. Questa pseudo riforma è aggravata ulteriormente da una legge elettorale che assegnerebbe la maggioranza assoluta a chi raggiunge appena il 37% dei voti”. La lotta contro il tentativo di stravolgimento costituzionale portato avanti dal governo Letta - caduto a pochi giorni dal fallimento del suo tentativo - verrà portata avanti intensamente anche nei confronti del governo Renzi, sostenuto surrettiziamente da Berlusconi, conclude il Comitato triestino.
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