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venerdì 7 agosto 2020

Ripresa dell'attività in presenza - comunicato stampa

Sunto: nuovamente attivo dopo l'emergenza CoViD il Comitato a Difesadella Costituzione di Trieste, per il NO al referendum sul taglio dei parlamentari, che si terrà (forse) il 20 settembre 2020. Il Comitato dice NO a un attacco alla Costituzione che riduce il pluralismo politico, indebolisce il Parlamento a favore dei governi, aumenta il potere di ristrette oligarchie e riduce la rappresentanza democratica: in questa Regione, in particolare, azzera quella della Comunità slovena. E tutto questo per risparmiare UN caffè a testa all'ANNO.


Prima dell'emergenza CoViD19, il Comitato a difesa della Costituzione di Trieste si preparava alla campagna per il referendum che avrebbe dovuto tenersi il 29 marzo, essendosi costituito come comitato locale del Comitato Nazionale per il NO.

Il drastico taglio dei parlamentari risulterebbe un vero attacco alla Costituzione: indebolirebbe oltremisura il Parlamento a fronte di Governi sempre più forti che esercitano in sua vece il Potere Legislativo; aumenterebbe il potere di ristrette oligarchie nella nomina ai candidati parlamentari; ridurrebbe il pluralismo politico, generale e territoriale. Fra l'altro, a Trieste, vi sarebbe una totale perdita di rappresentanza della Comunità slovena, nei cui confronti non è stata predisposta nessuna clausola di salvaguardia come per l'Alto Adige.

E tutto questo, come viene asserito, per un risparmio sulla spesa pubblica che sarebbe in realtà ridicolo: un euro a testa all'ANNO.

Durante l'emergenza, il Comitato ha dovuto sospendere l'attività in presenza, pur mantenendo attivi i contatti rete fra noi, con gli altri circa 400 Comitati di tutta Italia, e il Nazionale. Ora abbiamo ripreso le riunioni, con tutte le precauzioni di Legge e di buon senso.

Il materiale che avevamo predisposto (vedi allegati) conserva la sua validità, anche se abbiamo tolto, non cambiato, la data del referendum, dato che quella proposta del 20-21 settembre è ancora incerta (il 12 agosto di pronuncerà la Corte costituzionale).

Cambieranno invece, per tener conto dell'epidemia, le modalità di diffusione, che si baseranno molto più su la rete e la posta, e molto meno sulla distribuzione dei volantini nelle pubbliche piazze.


Chi sente, come noi, il pericolo per la nostra Democrazia, può darci una mano contattandoci via mail ( a

comunicatidifesacostituzionets@gmail.com

o sulla nostra pagina FaceBook 

https://www.facebook.com/difesacostituzionetrieste .


I volantini in italiano e sloveno si trovano in pdf qui:

http://www.terra32.it/CdCTs/Referendum2020/VolantinoNoAlTaglio30luglio2020.pdf

http://www.terra32.it/CdCTs/Referendum2020/SLO-VolantinoNoAlTaglio30luglio2020.pdf


Volantino in italiano, fronte/retro:



Volantino in sloveno, fronte/retro:




domenica 23 febbraio 2020

29 marzo 2020: Assemblea pubblica

    Convocazione Assemblea Pubblica

Il Comitato a Difesa della Costituzione di Trieste organizza un’Assemblea Pubblica per il giorno giovedì 27 febbraio alle ore 18 a Trieste in via Tarabocchia 3 (al 1° piano, saremo ospitati dal PRC nella sua sede) sul tema:

   “Le ragioni del NO al referendum del 29 marzo”

Si discuterà di come organizzare la campagna referendaria per impedire il taglio dei parlamentari, che si traduce in un taglio della democrazia e della rappresentanza, soprattutto per le minoranze della nostra regione.

La ragioni del nostro NO sono ben esposte, nel volantino allegato, dal Comitato per il NO, costituito a livello nazionale dal Coordinamento Democrazia Costituzionale di cui siamo comitato locale.




Il 29 marzo votiamo NO

Nel referendum il 29 marzo


VOTIAMO NO


  • Perché la democrazia è un bene supremo: risparmiare su questa non è solo sbagliato, ma ridicolo, visto che il risparmio sarebbe dello 0,007 del bilancio statale ovvero 1,35 euro per cittadino: un caffè all’anno
  • Perché la cattiva politica ha altre cause: non nel numero dei parlamentari, ma perché sono eletti su leggi elettorali incostituzionali, viziate dalla logica maggioritaria che mortifica la rappresentanza della effettiva volontà politica, che impediscono ai cittadini di scegliere i candidati che vengono così nominati dalle segreterie dei partiti
  • Perché vogliamo difendere la democrazia e la Costituzione: il taglio dei parlamentari è infatti un tassello di un disegno più complesso, che prevede una nuova legge elettorale, senza scelta dei candidati e con una elevata soglia di accesso che impedirebbe a milioni di cittadini di essere rappresentati in Parlamento, come a molti territori

Dobbiamo fermare questa deriva, bloccando il suo primo passo: quello di ridurre il Parlamento da cardine della democrazia a strumento in mano ai potentati che fanno e disfano i governi, cioè ai maestri della cattiva politica.





sabato 23 novembre 2019

Condividiamo il manifesto delle "6000 sardine"


Il Comitato a Difesa della Costituzione di Trieste condivide sia nel merito che nel metodo il manifesto "benvenuti in mare aperto" pubblicato dalle "6000 sardine" di Bologna il 21 novembre 2019.

Nel merito: il CDC difende la Costituzione repubblicana antifascista del 1947, nella sua garanzia di rappresentanza, e sopratutto nei principi fondamentali di solidarietà, tolleranza, eguaglianza, inclusione, espressi nella sua prima parte. Il manifesto delle sardine si oppone a un populismo che è feroce con i più fragili e più disperati, e che vuole sostituire ai nostri meccanismi democratici, di rappresentanza parlamentare e pesi e contrappesi fra i diversi Poteri, un rapporto diretto fra un cosiddetto "popolo" e un unico capo (magari investito di pieni poteri), stravolgendo la Costituzione.

Sardine per la Costituzione

Migliaia di persone sono scese in piazza, strette come sardine, a Bologna, e continuano a riempire piazze in tutta Italia a difesa di valori che sono alla base della Costituzione.



venerdì 17 maggio 2019

Un decreto incostituzionale da respingere





Fonti di stampa riportano la bozza di un “decreto legge” che il Consiglio dei Ministri si appresta a deliberare su proposta del Ministro dell’interno, recante “disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”.

Fermo restando che costituisce una grave scorrettezza annunziare un “decreto legge” e pubblicarne il testo prima che la procedura sia stata portata a termine, trattandosi di un espediente rivolto a condizionare la libertà di autodeterminazione del Governo e del Presidente della Repubblica, quello che allarma non è la violazione del galateo istituzionale, ma i contenuti gravemente incostituzionali che fanno apparire il decreto come un atto sovversivo dei valori che la Costituzione ha posto a fondamento della Repubblica italiana.


lunedì 4 marzo 2019

14 marzo, ore 17 - il decreto "sicurezza" è incostituzionale?





A Roma, un mese fa, a un giovane straniero è stato offerto un lavoro. L'Azienda è obbligata a versare gli stipendi con un bonifico, per cui il giovane doveva aprire un Conto Corrente. Ma le Banche per questo richiedono un documento da cui risulti la residenza. Grazie al Decreto cosiddetto "sicurezza", il giovane non poteva dimostrare la residenza in Italia. Niente lavoro.