domenica 29 maggio 2016
giovedì 26 maggio 2016
Per firmare nel vostro Comune - orari in provincia di Trieste
Le firme per i referendum contro l’”Italicum” si raccolgono anche nei Comuni
Gli orari in Provincia di Trieste
Anche i Comuni hanno ricevuto i moduli per la raccolta delle firme per le tre richieste di referendum, due abrogativi di alcune norme della nuova legge elettorale (il cosiddetto “Italicum”) e uno per non confermare la riforma costituzionale Renzi-Boschi .
Il Comitato Difesa Costituzione di Trieste ha consegnato i moduli per le richieste di referendum ai sei Comuni della Provincia, i quali li mettono a disposizione dei cittadini nei seguenti luoghi e orari
(purtroppo diversi da Comune a Comune. Alleghiamo per comodità la tabella oraria di tutt'e sei i comuni):
Trieste – largo Granatieri 2, I p., st. 210
- il lunedì dalle 9 alle 11 e dalle 14.30 alle 16.30
- il martedì dalle 9 alle 12
- il mercoledì dalle 11 alle 13
- il giovedì dalle 9 alle 11 e dalle 14.30 alle 16.30
- il venerdì dalle 9 alle 11
Muggia – Municipio, uff. anagrafe
- dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12
- il lunedì e il mercoledì anche dalle 14 alle 16.30
S. Dorligo - Dolina – Municipio, uff. anagrafe
- dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.15
- il lunedì e il mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.45
Duino-Aurisina – Municipio, I p., uff. Segretario Comunale
- dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12
- il lunedì ed il mercoledì anche dalle 15 alle 17
Sgonico – Municipio, I p., Segreteria comunale
- dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30
- il mercoledì anche dalle 15.30 alle 17
Monrupino – Municipio, piano terreno, ufficio anagrafe
- dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30
- il lunedì ed il mercoledì anche dalle 14 alle 17.30
In Comune possono firmare soltanto gli elettori di quel Comune. Si firma muniti di un documento di identità valido.
martedì 17 maggio 2016
è nato il "comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale":
i liberali non possono che votare no
(tratto da http://www.criticaliberale.it/news/235396 )
comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale
Il 16 maggio si è costituito il “Comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale”. Primi firmatari Beatrice Rangoni Machiavelli, Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo.
Al referendum costituzionale confermativo della riforma costituzionale nessun liberale può votare a favore.
Occorre una urgente mobilitazione di ogni espressione politica e culturale del liberalismo italiano per fermare una riforma costituzionale che nega in radice tutti i principi del liberalismo. Occorre un chiaro NO per queste 5 ragioni liberali:
1. NO perché si cancella in radice la separazione dei poteri:
il liberalismo nasce con l’esigenza, avanzata da Montesquieu, di “limitare il sovrano”, separando il potere esecutivo dagli altri poteri dello Stato, legislativo e giudiziario; più di recente, riarticolando il potere pubblico in una pluralità di sedi, in un sistema “poliarchico”, che impedisca a chiunque di concentrare nelle sue mani tutto quel potere che può limitare la libertà degli individui. Questa riforma ci regala invece un nuovo “sovrano assoluto senza corona”
2. NO perché si cancellano i contropoteri
Dall’inizio del ‘900 ogni dittatura, anche la più sanguinosa, ha sentito il bisogno di giustificarsi dandosi una costituzione; ma liberale è solo quella costituzione che frena l’esercizio del potere attraverso un articolato sistema di bilanciamenti e controlli. La Riforma Costituzionale li azzera, lasciando in piedi un barocco sistema di procedure, inutili e costose, a imbellettare la liquidazione dei contropoteri: infatti la riforma della Rai, i cui vertici vengono scelti direttamente dal Governo e una legge elettorale che, caso unico al mondo, da la maggioranza assoluta ad un partito anche fortemente minoritario, in questo contesto di riforma costituzionale, annullando completamente il principio liberale dell’equilibrio dei poteri, costituiscono una innegabile realtà di concentrazione di ogni potere decisionale sul capo dell’esecutivo.
3. NO perché la Costituzione si fa flessibile
La costituzione voluta dai liberali è una “supernorma”, una norma cioè che impedisce la “dittatura della maggioranza”, in quanto pone limiti invalicabili alla volontà che la maggioranza esprime quando fa le norme. Tanto che esiste poi un organo, la Corte Costituzionale, che cancella quelle norme che, pur volute da una maggioranza legittima, ledono quei diritti che la Costituzione sottrare anche alla sua volontà. La riforma costituzionale in combinato con una pessima legge elettorale cancella di fatto questo limite, rendendo inutile la costituzione in quanto tale nell’ottica liberale, perché la rende così malleabile ai voleri della maggioranza da consentire che ogni volontà possa piegare la costituzione e adattarla al volere del momento, anche contro i diritti dei singoli cittadini
4. NO perché si complica il sistema di produzione delle norme
Gli esperti hanno dimostrato che dalle nuove e pasticciatissime norme su Senato e procedura legislativa deriverebbero non meno di sette procedimenti legislativi differenti, in un intrico complicato che modifica il sistema Parlamentare a indiretto beneficio del Governo, introducendo un arbitrio procedurale che nega in radice il senso stesso del costituzionalismo liberale, come kelseniana architettura di procedure per la decisione collettiva.
5. NO perché si blinda una nomenclatura irresponsabile
Ancora una volta non è solo la pessima riforma costituzionale in sé, ma la perversa combinazione con una legge elettorale farsesca a impedire il sorgere di nuovi movimenti, a cristallizzare il potere nelle vecchie strutture di partiti ormai del tutto delegittimati, a ridurre i parlamentari a pedine di un gioco deciso in qualche stanza segreta da pochi onnipotenti. Il neo Senato sarà composto da membri non scelti dai cittadini ma “nominati” all’interno della peggiore classe politica del paese, quella degli amministratori regionali e locali, a cui – grande novità -si garantisce l’immunità parlamentare.
FIRMATARI:
venerdì 29 aprile 2016
Moni Ovadia firma per i referendum a Trieste
Seduto
al tavolo del Comitato per la difesa della Costituzione di Trieste Moni
Ovadia firma per i referendum contro l'Italicum, la "buona scuola" e
gli altri referendum sociali dopo aver speso in un incontro coi
cittadini, parole forti verso la "deforma" costituzionale voluta dal
governo Renzi, sulla quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi in
ottobre.
Il Comitato informa che la raccolta firme prosegue sabato
mattina e pomeriggio in via delle Torri, e domenica mattina alla
manifestazione del 1º Maggio ed al pomeriggio alle Feste presso la Casa
del popolo di Sottolongera ed a Santa Croce.
È possibile inoltre firmare
ogni giorno nelle segreterie comunali in tutti i Comuni della
provincia.
Per il CDC di Trieste, Alessandro Capuzzo
martedì 26 aprile 2016
29 aprile 2016 - Moni Ovadia al caffè San Marco
venerdì 29 aprile alle ore 17 al Caffè San Marco
Moni Ovadia testimonial dei referendum sull’”Italicum” e del NO al referendum confermativo sulla riforma della Costituzione.
Moni Ovadia testimonial dei referendum sull’”Italicum” e del NO al referendum confermativo sulla riforma della Costituzione.
Anche
Moni Ovadia sostiene la
raccolta delle firme per i referendum sulla legge elettorale
“Italicum” e la campagna per il NO nel referendum confermativo
sulla riforma della Costituzione
(il disegno di legge Boschi-Renzi, approvato qualche giorno fa dal
Parlamento).
L’artista,
impegnato a Trieste nei prossimi giorni con lo spettacolo “Il
nostro Enzo – Ricordando Iannacci” al teatro Miela, parteciperà
venerdì 29 aprile alle ore
17 al Caffè San Marco ad
un incontro con i cittadini e la stampa: in quell'occasione apporrà anche la propria firma sotto alle richieste di referendum, cosa che non ha ancora avuto occasione di fare..
L’iniziativa
è promossa dal Comitato Difesa Costituzione di Trieste, che dai
primi di aprile sta raccogliendo le firme nell’ambito della
campagna nazionale per due quesiti referendari, con i quali si chiede
di abrogare le norme dell’”Italicum” (cioè la nuova legge
elettorale n. 52 del 2015). Si tratta in primo luogo della previsione
dei capilista “bloccati”,
cioè scelti dai capipartito, capilista che per inoltre potranno
essere candidati contemporaneamente in 10 collegi elettorali. In
secondo luogo, si chiede di abrogare la previsione di un abnorme
premio di maggioranza, che
consentirebbe anche ad una lista con soltanto il 25 per cento dei
voti, di ottenere il 55 per cento dei seggi alla Camera.
Insieme
alle modifiche costituzionali della riforma Boschi-Renzi,
l’”Italicum” permetterebbe di costruire un sistema politico in
cui il partito di maggioranza (anche assai relativa) nel Paese – ed
il suo leader – disporrebbero di un potere virtualmente illimitato,
finendo per controllare anche gli organismi di garanzia (Corte
Costituzionale, presidente della Repubblica, Consiglio Superiore
della Magistratura). Verrebbe meno così il delicato sistema di pesi
e contrappesi, che deve esistere in ogni sistema democratico, a
tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.
“E’
chiaro – osserva il
Comitato Difesa Costituzione – il
disegno che mira a stravolgere l’architettura istituzionale del
sistema democratico, così come scritto nella Costituzione
repubblicana. Il tutto ad opera di un Governo espressione del
Parlamento eletto con il “Porcellum”, cioè la legge elettorale
“Calderoli”, dichiarata incostituzionale nel gennaio 2014. Legge
ora sostituita appunto dall’”Italicum”, che del Porcellum
riprende i contenuti fondamentali e più nefasti.”
“Va
difesa la Costituzione –
conclude il Comitato –
frutto della Resistenza e fondata sul principio secondo cui la
sovranità appartiene ai cittadini (e non ai capi dei partiti). Da
ciò deriva la necessità di raccogliere le 500 mila firme per indire
i referendum abrogativi sull’”Italicum” e di mobilitare i
cittadini per il NO al referendum sulla riforma costituzionale,
previsto per il prossimo ottobre.”
martedì 19 aprile 2016
Raccolta firme entro gli Horti Tergestini
Prosegue la raccolta elle firme con banchetti allestiti in luoghi pubblici di passaggio: questo week-end abbiamo montato il gazebo all'interno della manifestazione primaverile Horti Tergestini, all'ex Ospedale Psichiatrico Provinciale. Accanto a noi, la raccolta firme anche per i "referendum sociali" (4 per la VERAMENTE BUONA scuola, 2 per l'ambiente).
domenica 10 aprile 2016
9 e 10 aprile 2016 - iniziata a Trieste la raccolta in piazza delle firme
Click sulle immagini per ingrandirle
Chiusura del banchetto in Largo Barriera sabato alle 12:40 (durante la raccolta delle firme non c'era nessuno disponibile a far foto).
Domenica mattina, piazza delle Borsa: fase ancora informativa, poca gente di passaggio
La coda si allunga...
si allunga...
alle 12:30 è così:
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