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giovedì 29 marzo 2018

Inizia la raccolta firme per TRE leggi d'iniziativa popolare



La rete nazionale dei Comitati a difesa della Costituzione è impegnata nella raccolta delle firme per tre leggi di iniziativa popolare:

   LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE
Una Legge di Iniziativa Popolare che ha come riferimento potente e portante la nostra Carta Costituzionale (articoli 3, 9, 33 e 34): la scuola deve essere plurale, laica, inclusiva, finalizzata alla valorizzazione della persona ed alla rimozione degli ostacoli economici, sociali, culturali e di genere che limitano libertà e uguaglianza.

   UNA LEGGE ELETTORALE COSTITUZIONALE
Per garantire la rappresentatività delle Camere, perché il nostro voto sia realmente personale, eguale, libero e segreto, come dettato dall’articolo 48 della Costituzione e ribadito nelle sentenze che hanno dichiarato incostituzionali “porcellum” e “italikum”.

   MODIFICHE AGLI ART. 81, 97, 117, 119 DELLA COSTITUZIONE
Per cancellare il principio del pareggio di bilancio e vincolare le politiche di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone stabiliti nella prima parte della nostra Costituzione.

Il Comitato a difesa della Costituzione di Trieste organizzerà la raccolta firme per le tre leggi di iniziativa popolare a Trieste in primavera ed estate 2018, e presenterà l’iniziativa



Al Circolo della Stampa
Corso Italia 13 - Trieste
Giovedì 5 aprile alle ore 17.30

Relatori :
CARLO SALMASO
(LIP – Scuola)
FELICE BESOSTRI
(Avvocato antiItaliKum)


sabato 3 marzo 2018

Nella cartella della conferenza stampa del 1 marzo 2018






Relazione sulle risposte ricevute da Candidate e Candidati al Parlamento

Il Comitato a difesa della Costituzione di Trieste, insieme a più di 500 altri Comitati locali confratelli, negli ultimi due anni ha partecipato alla campagna per il NO, che il 4 dicembre 2016 ha riportato alle urne 4.230.000 elettori che non avevano votato alle Europee del 2014; e sostenuto l’azione dei giuristi che, con i loro ricorsi, hanno fatto sì che la Corte Costituzionale si pronunciasse su “porcellum” e “italicum”, con sentenze di illegittimità.

In occasione delle prossime elezioni politiche del 4 marzo, abbiamo individuato sette aree (non certo le sole) in cui la nostra Costituzione è stata attuata solo parzialmente, se non per nulla, dalla legislazione ordinaria; e chiesto alle Candidate e ai Candidati al Parlamento quali sono le loro intenzioni in merito alla sua attuazione, con la lettera allegata.

Sono state interpellate tutte le forze politiche di ispirazione non dichiaratamente fascista che hanno presentato candidature nei collegi di Trieste (ad eccezione del Partito del Valore Umano, con cui non è stato possibile stabilire un contatto né via mail né su Facebook).

- o -

Ci hanno risposto (in ordine alfabetico):

  • Liberi e Uguali (due risposte, dai candidati Fabio Omero e Serena Pellegrino)
  • Movimento 5 stelle (risposta a nome di tutti i candidati)
  • Per una Sinistra rivoluzionaria (da Davide Fiorini)
  • Potere al popolo (risposta a nome di tutti i candidati)

Ci ha risposto inoltre Marco Villa, candidato nel Lazio della Lista del Popolo per la Costituzione (Ingroia). La Lista del popolo non si è presentata a Trieste, ma le domande gli erano pervenute tramite la rete nazionale dei Comitati.

Per quanto riguarda le risposte ricevute, che alleghiamo integralmente, osserviamo che tutte le forze politiche che hanno risposto concordano con noi sul fatto che nelle aree segnalate la Costituzione non è pienamente attuata, e propongono azioni concrete per porvi rimedio.

Le proposte avanzate sono ovviamente diverse, ma in buona parte sovrapponibili e largamente compatibili, con poche eccezioni: l'atteggiamento verso la NATO (da cui qualcuno vorrebbe uscire, altri riportare ad un'alleanza puramente difensiva che non si sostituisca all'ONU nell'intraprendere "missioni di pace" che si rivelano poi atti di guerra) e la posizione di Sinistra Rivoluzionaria sull'elezione del Parlamento (che vorrebbe sostituire con un sistema di democrazia diretta con una radicale riforma della Costituzione). Potrebbero facilmente trovare punti di convergenza in Parlamento.
- o -

NON HANNO INVECE RISPOSTO (in ordine alfabetico):

  • Civica Popolare (in coalizione con PD)
  • +EUROPA (in coalizione con PD)
  • Forza Italia
  • Fratelli d'Italia (in coalizione con FI)
  • Front Furlan
  • Insieme (in coalizione con PD)
  • Lega Nord (in coalizione con FI)
  • Lista dieci volte meglio
  • Noi con l'Italia (in coalizione con FI)
  • Partito Democratico
  • Patto per l'autonomia
  • Popolo della famiglia
  • Rinascimento - Sgarbi
  • rispettopertuttiglianimali
  • "Siamo"

Tralasciando le liste minori che possono avere problemi organizzativi o essere poco interessati al target che noi rappresentiamo, colpisce che, delle due coalizioni che troveremo sulle schede elettorali, nessuna forza politica abbia ritenuto di prendere in considerazione domande proveniente dalla rete nazionale di Comitati a difesa della Costituzione che sono stati protagonisti nella campagna per il NO al referendum del 4 dicembre 2016.

Questo evidenzia anche la strumentalità della posizione per il NO del centro-destra al referendum sulle riforme costituzionali Renzi-Boschi: centro-destra che approvato, nel 2006, un analogo tentativo di stravolgimento della Costituzione poi bocciato dagli elettori, e che ha approvato nel 2005 la prima delle leggi elettorali incostituzionali, il c.d. "Porcellum".

Sembrerebbe che le forze politiche che hanno governato il Paese negli ultimi 17 anni abbandonino la difesa della Costituzione alla sinistra a sinistra del PD e al movimento 5 stelle, con la riserva mentale di continuare a lasciarla inattuata o anche di riprovarci, a stravolgerla in senso autoritario, non appena ve ne saranno le condizioni.

Questo dovrebbe risultare inaccettabile anche a quelle elettrici ed elettori - e ve ne sono - orientate a votare per una delle due coalizioni, ma che considerano la nostra Costituzione un'eredità e un valore da custodire.

Non stupisce, inoltre, che la proposta fiscale del centro-destra preveda una flat tax - l'esatto contrario della progressività richiesta dall'art. 53.

- o -

Al Comitato a difesa della Costituzione di Trieste e gli altri Comitati locali che si riconoscono nazionalmente nel Coordinamento Democrazia Costituzionale aderiscono persone e organizzazioni con diversi orientamenti: di sinistra, liberali, repubblicani, socialisti, cattolici, radicali... ed anche esponenti del PD in dissenso con la sua linea.

Per rispetto alle diverse posizioni politiche dei loro aderenti, non possono dare indicazioni di voto, : ma, per difendere i principi della nostra Costituzione antifascista, possiamo dare indicazioni di NON voto:

  • NON votare liste che non si basino su una chiara, netta e non ambigua posizione antifascista;
  • NON votare le forze politiche che hanno tentato gli stravolgimenti costituzionali (governo Berlusconi nel 2006, governo Renzi nel 2016) rifiutati dagli elettori nei successivi referendum; le stesse forze politiche che hanno approvato tre leggi elettorali incostituzionali di fila: "porcellum", "italikum" e la legge con cui voteremo, e che hanno dimostrato con le loro NON-risposte di non condividere le nostre preoccupazione sui dettati della Costituzione ancora disattesi, né di voler far nulla per finalmente APPLICARLA.

Trieste, 1° marzo 2018


Comitato per la Difesa della Costituzione
c/o ANPI, largo Barriera Vecchia 15 – Trieste


mercoledì 28 febbraio 2018

Appello al voto del Coordinamento nazionale per la Democrazia Costituzionale




Roma, 27 febbraio 2018

Con il voto del 4 marzo finisce una legislatura da archiviare come una delle peggiori della storia della Repubblica. Ci si sorprende della transumanza di parlamentari da una parte all'altra, ma se i parlamentari venissero scelti dai cittadini e non nominati dai capi partito questo fenomeno non ci sarebbe.
Dall'entrata in vigore del Porcellum si sono susseguite tre legislature, una peggio dell'altra. Purtroppo anche quella che sta per iniziare avrà parlamentari eletti con una pessima legge elettorale, approvata a scatola chiusa con ben 8 voti di fiducia, che ha imposto di nuovo l'elezione dei parlamentari sulla base della fedeltà ai capi impedendo ai cittadini di sceglierli.

Eppure il tentativo di manomettere la Costituzione, con metodi e contenuti stravolgenti della Costituzione del 1947, si è infranto sul voto dei cittadini che il 4 dicembre 2016 al 60 % hanno detto No. Il governo pensava di ottenere un plebiscito e invece ha perso clamorosamente.

Ritorna, tuttavia, in molti programmi elettorali la volontà di non tenere in considerazione la volontà popolare espressa con il voto del 4 dicembre. Per questo, pur comprendendo la sfiducia ed il disagio di fronte alla crisi di una politica e di una classe dirigente, non è tempo di stare alla finestra: il colpo di mano realizzato nel 2012 con la riforma dell’art. 81 potrebbe ripetersi se non ci sarà in Parlamento il massimo numero possibile di parlamentari fedeli alla Costituzione. L'astensione può solo agevolare i responsabili del tentativo di manomettere la Costituzione e dell'approvazione di questa legge elettorale. 

Il Coordinamento invita gli elettori e le elettrici a non votare i partiti e i parlamentari che hanno tentato di manomettere la Costituzione e approvato questa legge elettorale.

Chi ha voluto questa legge elettorale si è reso responsabile di una grave ferita democratica, mentre oggi è prioritario superare l'abisso di sfiducia tra rappresentanti e rappresentati, che rischia di diventare una vera e propria delegittimazione dell'istituto parlamentare, centrale nella nostra Costituzione.
Questi apprendisti stregoni rischiano di far fare un salto all'indietro alla democrazia del nostro paese come delineata nella Costituzione, aprendo la strada a nuove tentazioni revisioniste come, ad esempio, una delle diverse forme di presidenzialismo, di cui la destra parla apertamente.

Dobbiamo utilizzare tutti gli spazi democratici per modificare in profondità questo sistema elettorale: ricorrendo alla Corte costituzionale, promuovendo la proposta di legge elettorale di iniziativa popolare su cui è iniziata la raccolta delle firme e che verrà presentata entro l'estate al Senato, usando lo spazio del nuovo regolamento che obbliga a esaminare entro tre mesi le leggi di iniziativa popolare, infine - se non resteranno alternative - ricorrendo al referendum per abrogare la sostanza di questa legge.

Il Coordinamento per la democrazia costituzionale, erede del Comitato per il No, chiede il sostegno dei cittadini alla campagna forte e serrata già iniziata per raccogliere le firme necessarie a sostegno di tre proposte di iniziativa popolare: nuova legge elettorale proporzionale con parlamentari scelti dai cittadini, modifica dell'art 81 della Costituzione per eliminare l'obbligo del pareggio di bilancio e per la salvaguardia dei diritti fondamentali, una vasta riforma della scuola cambiando radicalmente la legge 107.

Inoltre il coordinamento è impegnato ad affermare i valori della Costituzione, puntando a ribaltare scelte sbagliate come l'ulteriore tentativo di svuotare l'articolo 11 (l'Italia ripudia la guerra) e ribadendo una netta discriminante antifascista che è fondamento della nostra Costituzione e della nostra democrazia nata dalla Resistenza.

giovedì 22 febbraio 2018

Appello a 4.230.000 elettrici ed elettori



TU, proprio TU:

nel 2014 non hai neanche votato. E magari neanche nel 2013.

Ma il 4 dicembre 2016 hai fatto la strada fino al seggio per dire un rotondo NO allo stravolgimento della nostra Costituzione.

Grazie.

Siete in QUATTRO MILIONI e 253.000, e avete dato un contributo determinante ad affossare l’ultimo tentativo di rendere autoritaria la nostra Repubblica.

Ma la maggioranza del Parlamento, eletta grazie ad una legge incostituzionale, ha continuato ad approvare leggi elettorali che limitano la sovranità degli elettori via via che la Corte Costituzionale le cancellava.

Sono 12 anni che votiamo con leggi incostituzionali, studiate per dare al "vincitore" il controllo totale sia sul Parlamento che sul Governo. Vogliono azzerare la nostra sovranità per ottenere un potere senza controllo.

FERMIAMOLI.

Il 4 marzo 2018 andiamo a votare. E votiamo CONTRO di loro:

NON VOTIAMO le forze politiche che hanno tentato gli stravolgimenti costituzionali (governo Berlusconi nel 2006, governo Renzi nel 2016) rifiutati dagli elettori nei successivi referendum. Sono le stesse forze politiche che hanno approvato tre leggi elettorali incostituzionali di fila: "porcellum", "italikum" e la legge con cui voteremo.

Sulla scheda elettorale ne troveremo anche altre. Preferiamo quelle che hanno inserito, nel programma, rispetto e attuazione della Costituzione.

Il 4 marzo 2018 dovremo votare di nuovo con una legge incostituzionale.

Usiamola perché si diano la zappa sui piedi.




Questo volantino è scaricabile in formato stampabile QUI
https://sites.google.com/site/difendiamocostituzionetrieste/home/documentiistituzionali/Appello4marzo.pdf?attredirects=0&d=1

domenica 18 febbraio 2018

Lettera aperta alle candidate e ai candidati al Parlamento




Alle Candidate e ai Candidati al Parlamento
nelle elezioni Politiche del 4 marzo 2018

Egregia candidata, egregio candidato,

lo scrivente Comitato a difesa della Costituzione di Trieste, insieme a più di 500 altri Comitati locali confratelli, negli ultimi due anni ha partecipato alla campagna per il NO, che il 4 dicembre 2016 ha riportato alle urne 4.230.000 elettori che non avevano votato alle Europee del 2014; e sostenuto l’azione dei giuristi che, con i loro ricorsi, hanno fatto sì che la Corte Costituzionale si pronunciasse su “porcellum” e “italicum”, con sentenze di illegittimità.

La nostra Costituzione, oltre ai tentativi di stravolgimento del 2006 e del 2016, ed alla violazione di leggi poi dichiarate incostituzionali - ma che prima della pronuncia della Corte sono state applicate con effetti perversi - soffre anche del fatto che molti suoi articoli qualificanti, ad oltre settant’anni dalla sua promulgazione, sono stati attuati solo parzialmente, se non per nulla, dalla legislazione ordinaria.

Chi di Voi verrà eletto al Parlamento avrà la possibilità di proporre e votare provvedimenti che correggano storture e inadempienze. Per questo è importante che i cittadini elettori possano conoscere gli impegni in merito, vostri personali, e delle vostre forze politiche di riferimento.

In calce alla presente ne trovate un elenco sintetico (e certamente non esaustivo), accompagnato da domande cui vi preghiamo di rispondere in tempo ragionevolmente utile (entro il 25 febbraio), in modo che noi si possa darne puntuale pubblica informazione, prima del voto, con una conferenza stampa di cui vi avviseremo.


P.S. Per vostra comodità, alleghiamo anche un documento in cui la situazione attuale sui temi affrontati, ed i motivi per cui va considerata una stortura da correggere, viene analizzata in maggior dettaglio.



Comitato per la Difesa della Costituzione
c/o ANPI, largo Barriera Vecchia 15 – Trieste
indirizzo e-mail: comunicatidifesacostituzionets@gmail.com
sito web: http://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.it/

Scarica la lettera ai candidati con le domande poste ed il documento accompagnatore.





mercoledì 8 novembre 2017

Anche la legge elettorale Rosato è incostituzionale (e siamo a TRE!)



Disegno di Ro Marcenaro (Serie “gli articoli della Costituzione, Art. 48)

15 novembre: intervista a Besostri 

sullo stato dei ricorsi alla Corte Costituzionale 


Porcellum”, “Italikum”, e ora “Rosatellum”: tre leggi che dal 2005 ci tolgono il diritto di scegliere i nostri rappresentanti.

Un gruppo di avvocati, guidati da Felice Besostri, è riuscito a far decadere le prime due facendole giudicare dalla Corte Costituzionale, che le ha dichiarate illegittime.

Ora hanno chiesto alla Corte di esaminare anche la terza: la Corte inizierà a farlo il 12 dicembre. Possono riuscire a evitarci di eleggere, per la quarta volta, un Parlamento con un voto incostituzionale.

Il 15 novembre Felice Besostri sarà al tribunale di Trieste, per un'udienza relativa a uno dei tanti ricorsi sollevati allo scopo. Nel pomeriggio avrà la possibilità di spiegare al pubblico perché anche il Rosatellum è una legge illegittima, lo stato dei ricorsi e le possibilità di farla decadere prima delle prossime elezioni.



Mercoledì 15 novembre, ore 17:30

Aula grande dell'Università Cusano

via Fabio Severo 14, Trieste

intervista pubblica a Felice Besostri

condotta da

Diego D'Amelio, storico, cronista politico de “Il Piccolo”

Biagio Mannino, politologo, giornalista freelance e blogger

... e le domande del pubblico.




Comitato a difesa della Costituzione
Trieste, Largo Barriera 15 – presso sede ANPI 

http://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.it/


Dopo il “porcellum” e l' “italicum”, bocciate dalla Corte Costituzionale, in ottobre hanno approvato la TERZA legge elettorale (legge Rosato, o “rosatellum”) che non fa scegliere i parlamentari dai Cittadini, ma dai partiti e dalle loro lobby di riferimento. Anche il Parlamento che l'ha votata era stato scelto dalle segreterie dei partiti, non dai Cittadini.
Quando sono i segretari di partito o altre forze a decidere chi sarà eletto, i parlamentari si preoccuperanno delle loro esigenze, non delle nostre!
Le due leggi precedenti sono state portate davanti alla Corte dal gruppo degli “avvocati anti-italikum”, capitanati da Felice Besostri, che sostenevano fossero incostituzionali. La Corte ha dato loro ragione. Oggi gli stessi avvocati sostengono che anche la legge Rosato è incostituzionale e stanno chiedendo, anche per questa, il giudizio della Corte.
Visti i precedenti, c'è da scommettere che la Corte darà nuovamente ragione agli avvocati.
Ma se il giudizio della Corte arriverà DOPO le elezioni, ci troveremo ad avere per la QUARTA volta Camera e Senato eletti con una legge incostituzionale, con deputati e senatori scelti non dai Cittadini, ma dai partiti e dalle loro lobby di riferimento. Faranno i loro interessi, non quelli dell'Italia.
I partiti lo sanno benissimo, ma fanno un gioco sporco fin troppo evidente: approvare una legge anche se è incostituzionale e andare al voto prima che la Corte possa pronunciarsi.
E' una corsa contro il tempo, ma gli “avvocati anti-italikum” sono ben attrezzati: molti dei ricorsi ancora pendenti contro l'”italicum” possono essere trasferiti pari pari sul “rosatellum”.
La Corte Costituzionale ha fissato la prima Camera di Consiglio su un ricorso per il prossimo 12 dicembre.
Esiste quindi la concreta possibilità che la legge Rosato venga dichiarata incostituzionale PRIMA di essere utilizzata per un voto, non dopo, lasciando in carica un Parlamento (sarebbe il quarto) eletto con legge incostituzionale.
Il 15 novembre 2017, alle 17:30, Besostri ne parlerà a Trieste, nella sala grande dell'Università Cusano, via Fabio Severo 14.