sabato 14 aprile 2018
giovedì 29 marzo 2018
Inizia la raccolta firme per TRE leggi d'iniziativa popolare
La
rete nazionale dei Comitati a difesa della Costituzione è impegnata
nella raccolta delle firme per tre leggi di iniziativa popolare:
LA
SCUOLA DELLA COSTITUZIONE
Una
Legge di Iniziativa Popolare che ha come riferimento potente e
portante la nostra Carta Costituzionale (articoli 3, 9, 33 e 34): la
scuola deve essere plurale, laica, inclusiva, finalizzata alla
valorizzazione della persona ed alla rimozione degli ostacoli
economici, sociali, culturali e di genere che limitano libertà e
uguaglianza.
UNA
LEGGE
ELETTORALE COSTITUZIONALE
Per
garantire la rappresentatività delle Camere, perché il nostro voto
sia realmente personale, eguale, libero e segreto, come dettato
dall’articolo 48 della Costituzione e ribadito nelle sentenze che
hanno dichiarato incostituzionali “porcellum” e “italikum”.
MODIFICHE
AGLI
ART.
81, 97, 117, 119 DELLA
COSTITUZIONE
Per
cancellare il principio del pareggio di bilancio e vincolare le
politiche di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei diritti
fondamentali delle persone stabiliti nella prima parte della
nostra Costituzione.
Il
Comitato a difesa della Costituzione di Trieste organizzerà la
raccolta firme per le tre
leggi di iniziativa popolare
a Trieste
in primavera ed
estate
2018,
e
presenterà l’iniziativa


Al
Circolo della Stampa
Corso
Italia 13 - Trieste
Giovedì
5 aprile alle ore 17.30
Relatori
:
CARLO
SALMASO
(LIP
– Scuola)
FELICE
BESOSTRI
(Avvocato
antiItaliKum)
sabato 3 marzo 2018
Nella cartella della conferenza stampa del 1 marzo 2018
Relazione
sulle risposte
ricevute da Candidate e Candidati al Parlamento
Il
Comitato a difesa della Costituzione di Trieste, insieme a più di
500 altri Comitati locali confratelli, negli ultimi due anni ha
partecipato alla campagna per il NO, che il 4 dicembre 2016 ha
riportato alle urne 4.230.000 elettori che non avevano votato alle
Europee del 2014; e sostenuto l’azione dei giuristi che, con i loro
ricorsi, hanno fatto sì che la Corte Costituzionale si pronunciasse
su “porcellum” e “italicum”, con sentenze di illegittimità.
In
occasione delle prossime elezioni politiche del 4 marzo, abbiamo
individuato sette aree (non certo le sole) in cui la nostra
Costituzione è stata attuata solo parzialmente, se non per nulla,
dalla legislazione ordinaria; e chiesto alle Candidate e ai Candidati
al Parlamento quali sono le loro intenzioni in merito alla sua
attuazione, con la lettera allegata.
Sono
state interpellate tutte le forze politiche di ispirazione non
dichiaratamente fascista che hanno presentato candidature nei collegi
di Trieste (ad eccezione del Partito del Valore Umano, con cui non è
stato possibile stabilire un contatto né via mail né su Facebook).
-
o -
Ci
hanno risposto (in ordine alfabetico):
-
Liberi e Uguali (due risposte, dai candidati Fabio Omero e Serena Pellegrino)
-
Movimento 5 stelle (risposta a nome di tutti i candidati)
-
Per una Sinistra rivoluzionaria (da Davide Fiorini)
-
Potere al popolo (risposta a nome di tutti i candidati)
Ci
ha risposto inoltre Marco Villa, candidato nel Lazio della Lista del
Popolo per la Costituzione (Ingroia). La Lista del popolo non si è
presentata a Trieste, ma le domande gli erano pervenute tramite la
rete nazionale dei Comitati.
Per
quanto riguarda le risposte ricevute, che alleghiamo integralmente, osserviamo che tutte le forze politiche che hanno
risposto concordano con noi sul fatto che nelle aree segnalate la
Costituzione non è pienamente attuata, e propongono azioni concrete
per porvi rimedio.
Le
proposte avanzate sono ovviamente diverse, ma in buona parte
sovrapponibili e largamente compatibili, con poche eccezioni:
l'atteggiamento verso la NATO (da cui qualcuno vorrebbe uscire, altri
riportare ad un'alleanza puramente difensiva che non si sostituisca
all'ONU nell'intraprendere "missioni di pace" che si
rivelano poi atti di guerra) e la posizione di Sinistra
Rivoluzionaria sull'elezione del Parlamento (che vorrebbe sostituire
con un sistema di democrazia diretta con una radicale riforma della
Costituzione). Potrebbero facilmente trovare punti di convergenza in
Parlamento.
-
o -
NON
HANNO INVECE RISPOSTO (in ordine alfabetico):
-
Civica Popolare (in coalizione con PD)
-
+EUROPA (in coalizione con PD)
-
Forza Italia
-
Fratelli d'Italia (in coalizione con FI)
-
Front Furlan
-
Insieme (in coalizione con PD)
-
Lega Nord (in coalizione con FI)
-
Lista dieci volte meglio
-
Noi con l'Italia (in coalizione con FI)
-
Partito Democratico
-
Patto per l'autonomia
-
Popolo della famiglia
-
Rinascimento - Sgarbi
-
rispettopertuttiglianimali
-
"Siamo"
Tralasciando
le liste minori che possono avere problemi organizzativi o essere
poco interessati al target che noi rappresentiamo, colpisce che,
delle due coalizioni che troveremo sulle schede elettorali, nessuna
forza politica abbia ritenuto di prendere in considerazione domande
proveniente dalla rete nazionale di Comitati a difesa della
Costituzione che sono stati protagonisti nella campagna per il NO al
referendum del 4 dicembre 2016.
Questo
evidenzia anche la strumentalità della posizione per il NO del
centro-destra al referendum sulle riforme costituzionali
Renzi-Boschi: centro-destra che approvato, nel 2006, un analogo
tentativo di stravolgimento della Costituzione poi bocciato dagli
elettori, e che ha approvato nel 2005 la prima delle leggi elettorali
incostituzionali, il c.d. "Porcellum".
Sembrerebbe
che le forze politiche che hanno governato il Paese negli ultimi 17
anni abbandonino la difesa della Costituzione alla sinistra a
sinistra del PD e al movimento 5 stelle, con la riserva mentale di
continuare a lasciarla inattuata o anche di riprovarci, a
stravolgerla in senso autoritario, non appena ve ne saranno le
condizioni.
Questo
dovrebbe risultare inaccettabile anche a quelle elettrici ed elettori
- e ve ne sono - orientate a votare per una delle due coalizioni, ma
che considerano la nostra Costituzione un'eredità e un valore da
custodire.
Non
stupisce, inoltre, che la proposta fiscale del centro-destra preveda
una flat tax - l'esatto contrario della progressività richiesta
dall'art. 53.
-
o -
Al
Comitato a difesa della Costituzione di Trieste e gli altri Comitati
locali che si riconoscono nazionalmente nel Coordinamento Democrazia
Costituzionale aderiscono persone e organizzazioni con diversi
orientamenti: di sinistra, liberali, repubblicani, socialisti,
cattolici, radicali... ed anche esponenti del PD in dissenso con la
sua linea.
Per
rispetto alle diverse posizioni politiche dei loro aderenti, non
possono dare indicazioni di voto, : ma, per difendere i principi
della nostra Costituzione antifascista, possiamo dare indicazioni di
NON voto:
-
NON votare liste che non si basino su una chiara, netta e non ambigua posizione antifascista;
-
NON votare le forze politiche che hanno tentato gli stravolgimenti costituzionali (governo Berlusconi nel 2006, governo Renzi nel 2016) rifiutati dagli elettori nei successivi referendum; le stesse forze politiche che hanno approvato tre leggi elettorali incostituzionali di fila: "porcellum", "italikum" e la legge con cui voteremo, e che hanno dimostrato con le loro NON-risposte di non condividere le nostre preoccupazione sui dettati della Costituzione ancora disattesi, né di voler far nulla per finalmente APPLICARLA.
Trieste, 1° marzo 2018
Comitato per la Difesa della Costituzione
c/o ANPI, largo Barriera Vecchia 15 – Trieste
indirizzo e-mail: comunicatidifesacostituzionets@gmail.com
mercoledì 28 febbraio 2018
Appello al voto del Coordinamento nazionale per la Democrazia Costituzionale
Roma, 27 febbraio 2018
Con il voto del 4 marzo finisce una legislatura da archiviare come una delle peggiori della storia della Repubblica. Ci si sorprende della transumanza di parlamentari da una parte all'altra, ma se i parlamentari venissero scelti dai cittadini e non nominati dai capi partito questo fenomeno non ci sarebbe.
Dall'entrata in vigore del Porcellum si sono susseguite tre legislature, una peggio dell'altra. Purtroppo anche quella che sta per iniziare avrà parlamentari eletti con una pessima legge elettorale, approvata a scatola chiusa con ben 8 voti di fiducia, che ha imposto di nuovo l'elezione dei parlamentari sulla base della fedeltà ai capi impedendo ai cittadini di sceglierli.
Eppure il tentativo di manomettere la Costituzione, con metodi e contenuti stravolgenti della Costituzione del 1947, si è infranto sul voto dei cittadini che il 4 dicembre 2016 al 60 % hanno detto No. Il governo pensava di ottenere un plebiscito e invece ha perso clamorosamente.
Ritorna, tuttavia, in molti programmi elettorali la volontà di non tenere in considerazione la volontà popolare espressa con il voto del 4 dicembre. Per questo, pur comprendendo la sfiducia ed il disagio di fronte alla crisi di una politica e di una classe dirigente, non è tempo di stare alla finestra: il colpo di mano realizzato nel 2012 con la riforma dell’art. 81 potrebbe ripetersi se non ci sarà in Parlamento il massimo numero possibile di parlamentari fedeli alla Costituzione. L'astensione può solo agevolare i responsabili del tentativo di manomettere la Costituzione e dell'approvazione di questa legge elettorale.
Il Coordinamento invita gli elettori e le elettrici a non votare i partiti e i parlamentari che hanno tentato di manomettere la Costituzione e approvato questa legge elettorale.
Chi ha voluto questa legge elettorale si è reso responsabile di una grave ferita democratica, mentre oggi è prioritario superare l'abisso di sfiducia tra rappresentanti e rappresentati, che rischia di diventare una vera e propria delegittimazione dell'istituto parlamentare, centrale nella nostra Costituzione.
Questi apprendisti stregoni rischiano di far fare un salto all'indietro alla democrazia del nostro paese come delineata nella Costituzione, aprendo la strada a nuove tentazioni revisioniste come, ad esempio, una delle diverse forme di presidenzialismo, di cui la destra parla apertamente.
Dobbiamo utilizzare tutti gli spazi democratici per modificare in profondità questo sistema elettorale: ricorrendo alla Corte costituzionale, promuovendo la proposta di legge elettorale di iniziativa popolare su cui è iniziata la raccolta delle firme e che verrà presentata entro l'estate al Senato, usando lo spazio del nuovo regolamento che obbliga a esaminare entro tre mesi le leggi di iniziativa popolare, infine - se non resteranno alternative - ricorrendo al referendum per abrogare la sostanza di questa legge.
Il Coordinamento per la democrazia costituzionale, erede del Comitato per il No, chiede il sostegno dei cittadini alla campagna forte e serrata già iniziata per raccogliere le firme necessarie a sostegno di tre proposte di iniziativa popolare: nuova legge elettorale proporzionale con parlamentari scelti dai cittadini, modifica dell'art 81 della Costituzione per eliminare l'obbligo del pareggio di bilancio e per la salvaguardia dei diritti fondamentali, una vasta riforma della scuola cambiando radicalmente la legge 107.
Inoltre il coordinamento è impegnato ad affermare i valori della Costituzione, puntando a ribaltare scelte sbagliate come l'ulteriore tentativo di svuotare l'articolo 11 (l'Italia ripudia la guerra) e ribadendo una netta discriminante antifascista che è fondamento della nostra Costituzione e della nostra democrazia nata dalla Resistenza.
giovedì 22 febbraio 2018
Appello a 4.230.000 elettrici ed elettori
nel 2014 non hai neanche
votato. E magari neanche nel 2013.
Ma
il 4 dicembre 2016 hai fatto la strada fino al seggio per dire
un rotondo NO allo stravolgimento della nostra Costituzione.
Grazie.
Siete
in QUATTRO MILIONI e 253.000,
e avete dato un contributo
determinante ad affossare
l’ultimo
tentativo di rendere autoritaria
la nostra Repubblica.
Ma
la maggioranza del Parlamento, eletta grazie ad una legge
incostituzionale, ha continuato ad approvare leggi elettorali che
limitano la sovranità degli elettori via via che la Corte
Costituzionale le cancellava.
Sono
12 anni che votiamo con leggi incostituzionali, studiate per dare al
"vincitore" il controllo totale sia sul Parlamento che sul
Governo. Vogliono azzerare la nostra sovranità per ottenere un
potere senza controllo.
FERMIAMOLI.
Il
4 marzo 2018 andiamo a votare.
E votiamo CONTRO di loro:
NON
VOTIAMO le forze politiche che hanno tentato gli
stravolgimenti costituzionali (governo Berlusconi nel 2006, governo
Renzi nel 2016) rifiutati dagli elettori nei successivi referendum.
Sono le stesse forze politiche
che hanno approvato tre
leggi elettorali incostituzionali
di fila: "porcellum", "italikum" e la legge con
cui voteremo.
Sulla
scheda elettorale ne troveremo anche altre. Preferiamo quelle che
hanno inserito, nel programma, rispetto e attuazione della
Costituzione.
Il
4 marzo 2018 dovremo votare di nuovo con una legge incostituzionale.
Usiamola
perché si diano la zappa sui piedi.
Questo volantino è scaricabile in formato stampabile QUI
domenica 18 febbraio 2018
Lettera aperta alle candidate e ai candidati al Parlamento
Alle Candidate e ai Candidati al Parlamento
nelle elezioni Politiche del 4 marzo 2018
Egregia candidata, egregio candidato,
lo scrivente Comitato a difesa della Costituzione di Trieste, insieme a più di 500 altri Comitati locali confratelli, negli ultimi due anni ha partecipato alla campagna per il NO, che il 4 dicembre 2016 ha riportato alle urne 4.230.000 elettori che non avevano votato alle Europee del 2014; e sostenuto l’azione dei giuristi che, con i loro ricorsi, hanno fatto sì che la Corte Costituzionale si pronunciasse su “porcellum” e “italicum”, con sentenze di illegittimità.
La nostra Costituzione, oltre ai tentativi di stravolgimento del 2006 e del 2016, ed alla violazione di leggi poi dichiarate incostituzionali - ma che prima della pronuncia della Corte sono state applicate con effetti perversi - soffre anche del fatto che molti suoi articoli qualificanti, ad oltre settant’anni dalla sua promulgazione, sono stati attuati solo parzialmente, se non per nulla, dalla legislazione ordinaria.
Chi di Voi verrà eletto al Parlamento avrà la possibilità di proporre e votare provvedimenti che correggano storture e inadempienze. Per questo è importante che i cittadini elettori possano conoscere gli impegni in merito, vostri personali, e delle vostre forze politiche di riferimento.
In calce alla presente ne trovate un elenco sintetico (e certamente non esaustivo), accompagnato da domande cui vi preghiamo di rispondere in tempo ragionevolmente utile (entro il 25 febbraio), in modo che noi si possa darne puntuale pubblica informazione, prima del voto, con una conferenza stampa di cui vi avviseremo.
P.S. Per vostra comodità, alleghiamo anche un documento in cui la situazione attuale sui temi affrontati, ed i motivi per cui va considerata una stortura da correggere, viene analizzata in maggior dettaglio.
Comitato per la Difesa della Costituzione
c/o ANPI, largo Barriera Vecchia 15 – Trieste
indirizzo e-mail: comunicatidifesacostituzionets@gmail.com
sito web: http://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.it/
mercoledì 8 novembre 2017
Anche la legge elettorale Rosato è incostituzionale (e siamo a TRE!)
![]() |
Disegno
di Ro Marcenaro (Serie “gli articoli della Costituzione, Art. 48)
|
15 novembre: intervista a Besostri
sullo stato dei ricorsi alla Corte Costituzionale
“Porcellum”,
“Italikum”, e ora “Rosatellum”: tre leggi che dal 2005 ci
tolgono il
diritto di scegliere i nostri rappresentanti.
Un
gruppo di avvocati, guidati da Felice Besostri, è riuscito a far
decadere le prime due facendole giudicare dalla Corte Costituzionale,
che le ha dichiarate illegittime.
Ora
hanno chiesto alla Corte di esaminare anche la terza: la Corte
inizierà a farlo il 12 dicembre. Possono
riuscire a evitarci di eleggere, per la quarta volta, un Parlamento
con un voto incostituzionale.
Il
15 novembre Felice Besostri sarà al tribunale di Trieste, per
un'udienza relativa a uno dei tanti ricorsi sollevati allo scopo. Nel
pomeriggio avrà la
possibilità di spiegare al pubblico perché anche il Rosatellum è
una legge illegittima, lo stato dei ricorsi e le possibilità di
farla decadere prima delle prossime elezioni.
Mercoledì
15 novembre, ore 17:30
Aula
grande dell'Università Cusano
via
Fabio Severo 14, Trieste
intervista
pubblica a Felice Besostri
condotta
da
Diego
D'Amelio, storico,
cronista politico de “Il Piccolo”
Biagio
Mannino, politologo,
giornalista freelance e blogger
...
e le domande del pubblico.
|
Comitato a difesa della
Costituzione
Dopo il
“porcellum” e l' “italicum”,
bocciate dalla Corte Costituzionale, in ottobre hanno approvato la
TERZA legge elettorale (legge Rosato, o “rosatellum”)
che non fa scegliere i parlamentari dai Cittadini, ma dai partiti e
dalle loro lobby di riferimento. Anche il Parlamento che l'ha votata
era stato scelto dalle segreterie dei partiti, non dai Cittadini.
Quando
sono i segretari di partito o altre forze a decidere chi sarà
eletto, i parlamentari si preoccuperanno delle loro esigenze,
non delle nostre!
Le
due leggi precedenti sono state portate davanti alla Corte dal gruppo
degli “avvocati anti-italikum”, capitanati da Felice Besostri,
che sostenevano fossero incostituzionali. La Corte ha dato loro
ragione. Oggi gli stessi avvocati sostengono che anche la legge
Rosato è incostituzionale e stanno chiedendo, anche per questa,
il giudizio della Corte.
Visti
i precedenti, c'è da scommettere che la Corte darà nuovamente
ragione agli avvocati.
Ma
se il giudizio della Corte arriverà DOPO le elezioni, ci
troveremo ad avere per la QUARTA volta Camera e Senato eletti
con una legge incostituzionale, con deputati e senatori scelti non
dai Cittadini, ma dai partiti e dalle loro lobby di riferimento.
Faranno i loro interessi, non quelli dell'Italia.
I
partiti lo sanno benissimo, ma fanno un gioco sporco fin troppo
evidente: approvare una legge anche se è incostituzionale e andare
al voto prima che la Corte possa pronunciarsi.
E'
una corsa contro il tempo, ma gli “avvocati
anti-italikum” sono ben attrezzati: molti dei ricorsi
ancora pendenti contro l'”italicum” possono essere trasferiti
pari pari sul “rosatellum”.
La
Corte Costituzionale ha fissato la prima Camera di Consiglio su un
ricorso per il prossimo 12 dicembre.
Esiste
quindi la concreta possibilità che la legge Rosato venga dichiarata
incostituzionale PRIMA di essere utilizzata per un voto, non dopo,
lasciando in carica un Parlamento (sarebbe il quarto) eletto con
legge incostituzionale.
Il 15
novembre 2017, alle 17:30, Besostri ne parlerà a Trieste, nella sala
grande dell'Università Cusano, via Fabio Severo 14.
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