Il volantino predisposto per domani dal Comitato nostro confratello di Venezia:
mercoledì 18 ottobre 2017
martedì 17 ottobre 2017
Dopo la fiducia alla Camera sulla legge Rosato
La legge elettorale Rosato, approvata dalla Camera e domani al Senato, spinta dal Governo a colpi di voti di fiducia, è sicuramente incostituzionale e, grazie ai ricorsi degli "avvocati anti italikum", verrà presto mutilata dalla Corte.
I Parlamentari che la votano lo sanno benissimo, ma giocano sporco. Un gioco sporco fin troppo evidente: approvare una legge anche se è incostituzionale e andare al voto prima che la Corte possa pronunciarsi, in modo che comunque, dopo, rimanga in carica un Parlamento che risponde alle lobby e non ai cittadini.
Per ostacolare l’elezione di altre forze politiche e perpetuare il potere di chi ce l’ha già.
E’ tutto già accaduto con il “Porcellum” per l’attuale Parlamento.
Questo Parlamento, eletto con una legge illegittima, non ha il diritto morale di approvare un'altra legge elettorale che non sia rigorosamente rispettosa della Costituzione.
- Il Presidente del Senato non può permettere che sulla legge Rosato il Governo ponga una questione di fiducia: lo vieta l’articolo 72 della Costituzione.
- Il Presidente della Repubblica non deve promulgare una legge elettorale incostituzionale approvata con una procedura vietata dalla Costituzione.
Se questa legge ANTIcostituzionale verrà approvata, l’unica arma che ci resterà sarà PUNIRE CON IL VOTO i partiti che l’hanno votata in spregio a questi articoli della Costituzione.
lunedì 16 ottobre 2017
Gli "avvocati anti-italikum"
Quest’uomo mite, che vorrebbe passare più tempo con i suoi nipotini, e’ il battagliero capofila degli avvocati del gruppo “anti-italikum”, che hanno promosso in vari Tribunali italiani i ricorsi necessari per far pronunciare la Corte Costituzionale sulla (in)costituzionalità delle leggi elettorali "porcellum" e "italikum".
Nel 2005 veniva approvata la legge elettorale poi chiamata "porcellum", una vera e propria porcata, a detta del suo stesso proponente, a danno di chi in quel momento nel Parlamento era minoranza.
Gli avvocati hanno protestato a gran voce dicendo che i punti chiave del "porcellum" erano contrari alla Costituzione. Sono riusciti alla fine, nel 2014, a far pronunciare la Corte Costituzionale sulla legge: e la Corte ha dato loro ragione.
Ma nel frattempo, con il Porcellum erano stati eletti tre Parlamenti: nel 2006, nel 2008 e nel 2013. E l'ultimo è ancora in carica: la Corte Costituzionale non ha il potere di sciogliere un Parlamento illegittimo.
Un Parlamento rispettoso della Costituzione e dei cittadini avrebbe ripristinato una legge elettorale costituzionale e chiesto al Capo dello Stato di tornare al voto.
Questo Parlamento, invece:
- Ha approvato uno stravolgimento della Costituzione: che saggiamente i cittadini hanno bocciato, votando NO al referendum del 4 dicembre 2016.
- Ha approvato una nuova legge elettorale, "italicum", chiaramente incostituzionale. Su questa legge il Governo ha posto la questione di fiducia, CONTRO l'articolo 72 della Costituzione. Anche di questa legge gli avvocati hanno denunciato l'incostituzionalità. E la Corte ha nuovamente dato loro ragione.
- Oggi lo stesso Parlamento sta votando contro la Costituzione, a colpi di voti di fiducia, la terza legge elettorale incostituzionale, legge Rosato, che ha il preciso scopo di blindare in parlamento alcuni partiti e di toglierci il diritto di scegliere i nostri rappresentanti.
E’ chiaro che che se siamo noi a eleggere i parlamentari questi renderanno conto a noi, e quindi si preoccuperanno della qualità della nostra vita; se saranno i segretari di partito o altre forze a far eleggere i parlamentari questi renderanno conto a loro, non a noi!
Gli avvocati ricorreranno anche contro la legge Rosato, e con tutta probabilità la Corte Costituzionale darà loro ancora una volta ragione: ma nel frattempo si saranno svolte nuove elezioni, e i nuovi Parlamentari eletti con la terza legge incostituzionale rimarranno in carica per altri cinque anni, curando gli interessi delle lobby e delle segreterie di partito che li avranno candidati, e non quelli dei cittadini.
Cosa dobbiamo aspettarci in futuro? Che un Parlamento eletto con una legge incostituzionale ci propini una sua nuova Costituzione, con ridotte tutele democratiche, approvata a colpi di voti di fiducia?
sabato 14 ottobre 2017
Non abbiamo taciuto, ma ora dobbiamo evitare di venir silenziati
Abbiamo distribuito circa 400 volantini, questi: https://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.it/2017/10/il-pieghevole-4-facciate-da-distribuire.html. Non molti in assoluto, ma la lotta per una legge elettorale costituzionale non è finita.
Buon risultato in termini di riaggregazione del Comitato: in termini di visibilità, risultato modestissimo.
DOBBIAMO BUCARE LA STAMPA (e il video, se ci riusciamo). Dobbiamo fare notizia, facendo capire che siamo agguerriti non solo nell'analisi di quanto accade, ma anche nelle contromisure: che abbiamo molte cartucce in canna, e che ci prepariamo a spararle tutte.
Si è sentito ventilare alla radio uno scioglimento delle Camere già pianificato per Dicembre. Dobbiamo diffondere, con volantini, comunicati stampa e lettere ai giornali, tre messaggi chiari:
1) la legge Rosato (evitiamo il latinorum) E' incostituzionale, non è solo "sospettata" di incostituzionalità: grazie alle iniziative degli "avvocati anti italikum", verrà dichiarata incostituzionale in tempi brevi, e i Parlamentari non possono non saperlo;
2) il gioco sporco è fin troppo scoperto: approvare una legge incostituzionale e andare al voto PRIMA che la Corte possa pronunciarsi, in modo che comunque, dopo, rimanga in carica un Parlamento che risponde alle lobby e non ai cittadini. Come è accaduto con il Porcellum per QUESTO Parlamento;
3) Non siamo pochi, e abbiamo buone zanne.
Non siamo pochi: facciamo parte di una rete che riunisce in Italia più di 500 Comitati locali che il 4 dicembre hanno riportato molti elettori alle urne per votare NO, che si tengono in contatto tramite partecipatissimi strumenti di comunicazione telematici, coordinati dal Coordinamento nazionale per la Democrazia Costituzionale (http://www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it), organismo guidato da - per citarne solo alcuni - Massimo Villone, Alfiero Grandi, Gustavo Zagrebelsky, Carlo Smuraglia, Domenico Gallo, Alessandro Pace, Tomaso Montanari, Anna Falcone... (e ci scusiamo con i tanti altri che non citiamo per brevità).
Le nostre zanne sono gli "avvocati anti-italikum" guidati da Felice Besostri (https://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.it/2017/10/gli-avvocati-anti-italikum.html) , e sono piuttosto affilate: sono (siamo) già riusciti a portare davanti alla Corte Costituzionale due leggi elettorali porcata, il cosiddetto "porcellum" e il cosiddetto "italicum", che la Corte ha mutilato accogliendo le loro (nostre) tesi di incostituzionalità. E hanno (abbiamo) fatto passare, sopratutto, un principio fondamentale: che di una legge elettorale la Corte può esaminare la costituzionalità ANCHE PRIMA che venga usata per un voto.
Anche la Legge elettorale Rosato, votata alla Camera con un metodo, la fiducia, incostituzionale oltre che indegno di un Paese democratico, passerà sotto la lente d'ingrandimento della Corte, e molto prima di quanto si possa pensare: sulla precedente legge "italikum", infatti, sono ancora pendenti dei ricorsi dei nostri avvocati che potranno venir trasferiti pari pari sulla legge che la sostituirà.
mercoledì 11 ottobre 2017
OGGI NON POSSIAMO TACERE.
Appello inviato ai membri del Comitato l'11 ottobre.
Il 10 ottobre il Governo Gentiloni poneva alla Camera la fiducia sulla legge elettorale Riosato. Incostituzionale la legge, contro l'art. 48 e altri; incostituzionale il ricorso alla fiducia, contro l'art.72.
Troviamoci alle 17:30 in piazza Unità, davanti alla Prefettura, dietro allo striscione del Comitato a difesa della Costituzione.
Cittadini, Partiti, Movimenti che hanno sostenuto la campagna del NO alla deforma costituzionale rigettata il 4 dicembre. Senza o anche CON i loro simboli.
Alla stessa ora, a Roma, il Comitato nazionale trasferirà al Pantheon la protesta iniziata alle ore 13 in P.za Montecitorio.
A Trieste consegneremo al Prefetto una lettera di protesta ad un Governo che non rispetta il suo stesso impegno solenne, preso davanti alle Camere, di non interferire in materia di legge elettorale. Poi faremo un comunicato stampa.
Alleghiamo una prima versione di volantino. Chi può ne stampi un po' di copie. Anche solo una pagina, quella con il nostro logo. Anche in bianco e nero.
Troviamoci alle 17:30 in piazza Unità, davanti alla Prefettura, dietro allo striscione del Comitato a difesa della Costituzione.
Cittadini, Partiti, Movimenti che hanno sostenuto la campagna del NO alla deforma costituzionale rigettata il 4 dicembre. Senza o anche CON i loro simboli.
Alla stessa ora, a Roma, il Comitato nazionale trasferirà al Pantheon la protesta iniziata alle ore 13 in P.za Montecitorio.
A Trieste consegneremo al Prefetto una lettera di protesta ad un Governo che non rispetta il suo stesso impegno solenne, preso davanti alle Camere, di non interferire in materia di legge elettorale. Poi faremo un comunicato stampa.
Alleghiamo una prima versione di volantino. Chi può ne stampi un po' di copie. Anche solo una pagina, quella con il nostro logo. Anche in bianco e nero.
Fateci sapere chi aderisce e chi può contribuire ad organizzarci MOLTO rapidamente (bisognerà fare un comunicato alla Questura, per esempio).
grazie.
La lettera per il Prefetto:
Largo Barriera 15
presso sede ANPI
Al Prefetto di Trieste
dott.ssa Annapaola Porzio
sua sede
La preghiamo di trasmettere cortesemente quanto segue
- al Presidente del Consiglio dei Ministri
- ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
- al Presidente della Repubblica
L'attuale Parlamento, eletto con una legge che è stata poi dichiarata incostituzionale, non ha il diritto morale di approvare un'altra legge elettorale che presenta evidenti elementi di incostituzionalità.
Tantomeno può sostenerla, chiedendo su essa voti di fiducia, un Governo il cui presidente Gentiloni in sede di prima fiducia ha dichiarato solennemente alle Camere: "in questo confronto - voglio ribadirlo - il Governo non sarà l'attore protagonista: spetta a Voi, Onorevoli colleghi, la responsabilità di promuovere e trovare intese efficaci."
Al Presidente del Consiglio non abbiamo nulla da chiedere: la sua credibilità è ormai nulla e dovrebbe solo dimettersi.
Al Parlamento chiediamo un sussulto di dignità: non approvino una legge elettorale a meno di un anno dalle elezioni, che appare inevitabilmente "legata a interessi congiunturali dei partiti", come denunciato dal "Codice di buona condotta in materia elettorale" della Commissione Europea "di Venezia".
Al Presidente della Repubblica chiediamo di non sottovalutare le tante segnalazioni di incostituzionalità della legge in discussione provenienti da fonti autorevoli e di farsi garante del rispetto della Costituzione: un'eventuI Cittadini di Trieste che hanno sostenuto assieme all'ANPI la campagna per il NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.ale pronunciamento negativo della Corte potrebbe avvenire dopo che la nuova legge elettorale avesse già avuto i suoi effetti sulla prossima consultazione, lasciando in carica il quarto parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, proposta e votata solo per perpetuare il potere - ottenuto incostituzionalmente - di chi già l'aveva.
Trieste, 11 ottobre 2017
I Cittadini di Trieste che
hanno sostenuto assieme all'ANPI
la campagna per il NO
al referendum costituzionale
del 4 dicembre 2016.
martedì 10 ottobre 2017
No alla fiducia! No a questa legge elettorale!
Fateci
scegliere i nostri parlamentari
NO
AL VOTO DI FIDUCIA
No alla fiducia, No a questa legge elettorale che renderà sempre più il parlamento subalterno alla volontà dei capi partito.
Chi la vuol approvare con forzatura dei tempi e col voto di fiducia ha dalla sua inquietanti precedenti: fu posta nel 1923 sulla legge Acerbo, nel 1953 sulla legge truffa e nel 2015 su una legge elettorale incostituzionale.
Mettere la fiducia per costringere a il parlamento a votare la legge elettorale è un atto di eccezionale gravità. Anzitutto vuol dire che la maggioranza parlamentare tanto decantata potrebbe non esserci e governo e maggioranza pensano di risolvere le difficoltà con un atto di imposizione come è il voto di fiducia. Si sta riproponendo lo scenario autoritario dell'approvazione dell'Italicum. Si ripropone in modo ancora più negativo un atteggiamento di spregio verso il ruolo del parlamento che anticipa quel che accadrà dopo le elezioni, se questa legge elettorale andrà in porto:
il futuro parlamento con questa legge non sarà scelto dai cittadini ma nominato dai capi dei partiti. Non solo non ci consentono di scegliere i parlamentari ma neppure hanno accettato di introdurre modifiche di buon senso come la possibilità di esprimere due voti distinti tra liste del proporzionale e candidati nel maggioritario, meglio se con due distinte schede come hanno suggerito autorevoli costituzionalisti,limitando così pesantemente la possibilità degli elettori di scegliere. E' una pessima scelta per la nostra democrazia.
Se il governo Gentiloni si assumerà questa responsabilità vorrà dire che ha chinato la testa di fronte al diktat di Matteo Renzi e del Pd e questo malgrado avesse più volte affermato che il governo non sarebbe entrato - tanto meno con questa autentica imposizione - sulla legge elettorale. La parola del governo e del Presidente del Consiglio non avranno più alcun valore da qui in avanti, questo è un atto grave che avrà ripercussioni pesanti. Tutte le dichiarazioni di garbo istituzionale fin qui fatte suonano come autentiche prese in giro delle elettrici e degli elettori.
Il Presidente della Repubblica farebbe bene a fermare questo atteggiamento autoritario e a non firmare una legge elettorale approvata con voto di fiducia a pochi mesi dalle elezioni e in spregio ad un referendum che ha bocciato lo stravolgimento della Costituzione il 4 dicembre 2016.
Se la legge elettorale verrà approvata con il voto di fiducia si aprirà una grave ferita nella qualità della nostra democrazia. C'è da augurarsi fino all'ultimo che nell'unico voto segreto che ci sarà la Camera decida di bocciarla. Chi promuove questa scelta, chi la subisce, chi l'accetta si assume una grave responsabilità, i cui esiti possono essere nefasti per la qualità della democrazia del nostro paese.
Chi è contrario lo dica con tutta la forza possibile, noi lo faremo e invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi per l'affermazione della legalità democratica, utilizzando tutti gli spazi possibili a partire dal voto del Senato, anche se la Camera dovesse soggiacere all'imposizione.
Per la salute della democrazia italiana questa legge non deve essere approvata.
La scelta di mettere il voto di fiducia sul Testo della Legge elettorale evidenzia un ulteriore atto di disprezzo degli esiti del Referendum del 4 Dicembre e configura una grave lesione democratica.
Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale invita tutti i propri aderenti a manifestare, a partire dalle ore 13 di mercoledì 11 ottobre, sostenendo, con la propria autonomia e le proprie impostazioni, le iniziative programmate in P.za Montecitorio e al Pantheon.
Il CDC vuole così condividere l’impegno di tutti coloro che si stanno battendo per la difesa dei valori costituzionali e per una legge elettorale che rispetti i cittadini senza imposizioni dall’alto e senza distorsioni della loro volontà.
Il concentramento sarà alle ore 13 in P.za Montecitorio e la nostra protesta si trasferirà successivamente alle 17.30 al Pantheon.
Coordinamento per la democrazia costituzionale
10/10/2107
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