lunedì 16 marzo 2026
giovedì 12 marzo 2026
giovedì 5 marzo 2026
Sabato 7 marzo Giornata nazionale di mobilitazione per il NO
Comunicato stampa
Versione pdf qui: https://www.terra32.it/CdCTs/Referendum2026/Sabato7marzo/ComunicatoStampaSabato7marzoGiornataDi%20MobilitazionePerIlNO.pdf
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Sabato 7 marzo
Per la Giornata nazionale di Mobilitazione per il NO
Indetta da Giovanni Bachelet
A Trieste, in piazza della Borsa
Ore 10 - 13
Presidio informativo del Comitato triestino Società civile per il NO
Il presidente del Comitato Società Civile per il NO, Giovanni Bachelet, ha indetto per il 7 marzo una giornata di mobilitazione nazionale per il NO al referendum sulla Riforma Nordio, che si terrà il 22 e 23 marzo. Senza quorum.
A Trieste, il Comitato triestino della Società Civile per il NO organizza un presidio per sabato 7 marzo dalle ore 10 alle ore 13 in Piazza della Borsa. Il presidio si avvarrà di più gazebo, impianti audio, sedie per il pubblico.
Verranno distribuiti volantini esplicativi, saranno illustrate le ragioni del NO al referendum, e ci saranno punti informativi per rispondere alle domande dei cittadini sulle ragioni del NO.
Il Comitato triestino della Società Civile per il NO
domenica 11 gennaio 2026
Firmiamo per il referendum della società civile!
l Comitato della Società Civile per il NO al referendum si è costituito e ha tenuto un congresso per avviare la campagna per il NO, ma il materiale propagandistico latita.
Per adesso dobbiamo far firmare la richiesta di referendum presentata da 15 cittadini della società civile, per ottenere l'accesso ai mezzi di propaganda elettorale.
Abbiamo solo ancora 20 giorni di tempo, anche se le firme sono già oltre 343.000 su 500.000 necessarie.
Il volantino che trovate QUI è destinato ai nostri iscritti e simpatizzanti. Facciamolo girare.
La giustizia non è mai una questione astratta: riguarda la vita reale delle persone, i loro diritti, la possibilità di essere tutelati o lasciati soli.
Questa riforma non nasce per migliorare ciò che non funziona.
Non accorcia i tempi, non rafforza le tutele, non rende lo Stato più giusto.
Indebolisce i contrappesi, riduce il controllo di legalità e sposta ancora una volta l’equilibrio lontano dai cittadini e vicino al potere.
Di fronte a questo, non servono slogan.
Serve partecipazione.
La Costituzione ci dà uno strumento chiaro per intervenire: il referendum.
Cinquecentomila firme per rimettere la parola nelle mani delle persone.
Non è una protesta, è democrazia.
Siamo già in tanti ad aver firmato. Adesso serve l’ultimo tratto di strada, quello decisivo.
Due minuti del tuo tempo possono fare la differenza.
Firma. Fai firmare.
Perché la giustizia non si difende da sola.
Si può firmare con SPID o CIE
a questo
indirizzo:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034
martedì 16 dicembre 2025
Macché separazione delle carriere!
La controriforma Nordio sulla Giustizia viene presentata dal Governo come "Riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati" e le viene attribuito il potere di rendere più rapidi i processi.
Sono frottole. La riforma non contiene assolutamente nulla che incida sullo svolgimento dei processi, e la separazione delle carriere è uno specchietto per allodole: di fatto già c'è, dalla riforma Cartabia del 2022 (il magistrato può operare il cambio tra funzioni giudicanti e requirenti una sola volta nella vita, ed entro dieci anni dall’assegnazione della prima sede).
Il vero cuore della riforma Nordio è la separazione DEGLI ORGANI DI AUTOGOVERNO della Magistratura, allo scopo di indebolirli e di metterli sotto il controllo della maggioranza parlamentare - cioè, con le leggi elettorali vigenti e prospettate, del Governo.
Art. 3 del Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione da ciascuna Camera, recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare». (25A05968) (GU Serie Generale n.253 del 30-10-2025)::
"Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica.
Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di universita' in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge."
Cioè la maggioranza di governo elegge come membri laici chi vuole, e, con legge ordinaria, stabilisce le procedure con cui vengono eletti i membri togati. Insomma, crea due CSM a sua immagine e somiglianza. E quale magistrato oserà non seguire le indicazioni suggerite dal Governo in carica, sapendo che le sue valutazioni, promozioni e trasferimenti verranno decise da un organo controllato dalla maggioranza parlamentare?
Il NO al referendum sulla legge Nordio può
bloccare questo stravolgimento della Costituzione ed è un
modo per riportare a votare tanti cittadini, perché in questa
occasione il voto di ciascuno vale e decide. Un referendum
costituzionale è valido con qualunque numero di votanti. Chi
vota decide.
I tempi non sono larghissimi: si voterà, presumibilmente, a fine
Marzo 2026.
- o -
Per questo, il 9 dicembre si è svolta l’Assemblea per la definizione del
COMITATO PER IL NO al referendum sulla controriforma della
giustizia Nordio, cui hanno partecipato, a partire dalla Via
Maestra, molte Associazioni, Movimenti e personalità giuridiche.
Presidente del Comitato è stato designato dall'Assemblea
Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio assassinato dalle Brigate
Rosse, già deputato e docente di Fisica della Materia alla
Sapienza.
Dopo le festività verrà organizzata una grande Assemblea
nazionale a Roma per il lancio della campagna referendaria
(probabilmente per il 10 gennaio). Al più presto si produrranno
materiali di informazione ed il Logo del Comitato.
E' stato chiesto che già da ora, in tutti i territori, si dia luogo
ad iniziative per costituire ovunque possibile i Comitati per
il NO locali.
A Trieste lo stiamo costruendo.
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lunedì 15 dicembre 2025
FERMIAMOLI ANCORA UNA VOLTA!
Il 3 dicembre 2004 la Corte Costituzionale depositò la sentenza 192/2004 che massacrava la legge sull'attuazione dell'Autonomia Differenziata. Ma già 20 giorni prima, il 14 novembre, l'aveva anticipata con un comunicato stampa che vale la pena leggere: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/comunicatistampa/CC_CS_20241114180612.pdf
Dopo aver riassunto in maniera chiarissima tutti gli aspetti incosituzionale della legge, il comunicato termina con queste parole:
"La Corte resta competente a vagliare la costituzionalità delle singole leggi di differenziazione, qualora venissero censurate, con ricorso in via principale da altre regioni, o in via incidentale."
Questo è qualcosa di più di un comunicato stampa che anticipa una sentenza da pubblicare a breve. E' un invito esplicito alla vigilanza, e la richiesta che chi può - le altre Regioni, e i giudici nel corso di un eventuale processo - non esiti a rivolgersi alla Corte stessa nel caso che intese fra Governo e Regioni, scritte ignorando la sentenza, vengano approvate dal Parlamento. Che è quanto potrà verificarsi a breve:
martedì 18 novembre 2025
Per tre nuove LIP sulla legge elettorale
Alcuni amici che l'anno scorso hanno partecipato al nostro tentativo, di indire un referendum contro la legge elettorale Rosatellum, hanno presentato tre Leggi di Iniziativa Popolare che vanno in senso opposto a quella che vorrebbe far approvare la Meloni - per realizzare il premierato evitando un modifica costituzionale soggetta a referendum senza quorum. In calce il loro appello a firmare.
Anche se in passato leggi di iniziativa popolare sono state cassate da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale dopo una discussione di poche ore, la loro presentazione è importante per dimostrare a tutti che la società civile non si arrende e continua perseguire con tutti i mezzi disponibili l'obbiettivo di un Parlamento rappresentativo, non assoggettato a una maggioranza blindata ottenuta con un trucco.
Per questo invitiamo a firmare tali proposte di legge sul sito del Ministero della Giustizia: basta avere lo SPID o la Carta d'Identità Elettronica, bastano pochi minuti, basteranno 50.000 firme.
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200000
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200001
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200003
Rafforzate inoltre le firma alla Legge di Iniziativa Popolare per permettere il voto fuori sede, ha già superato le 50.000 firme, ma più siamo meglio è.
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/4200000
Al via le iniziative
Firma per Scegliere - Vota per Contare
17 novembre 2025
Le iniziative “Firma per Scegliere - Vota per contare” per chiedere la modifica della legge elettorale per Camera e Senato, il cosiddetto “Rosatellum” sono pubblicate sul portale del ministero.
I link sono sul sito https://votolibeguale.it
1. Abrogazione voto congiunto per cui il voto al candidato uninominale va alle liste collegate e, viceversa, il voto ad una lista va anche al candidato uninominale limitando la libertà di voto dell’elettore.
2. Abrogazione delle pluricandidature, un candidato in un solo collegio. Abrogazione delle soglie che non limitano il numero di partiti, ma alterano la rappresentanza.
3. Ripristino del voto di preferenza. Riduzione delle firme per la presentazione delle liste obbligatorie per tutti senza privilegi per chi è già in Parlamento. Scelta dei candidati con primarie nello statuto dei partiti.
L’obiettivo è restituire agli elettori il diritto di scegliere davvero i propri rappresentanti in Parlamento, senza meccanismi che distorcono la volontà popolare. La mancanza di rappresentatività del Parlamento è certo una delle cause dell’elevato astensionismo, che non può lasciarci indifferenti. A nostro parere, inoltre, il Rosatellum ripropone, attraverso “marchingegni” come liste bloccate, pluricandidature e voto
congiunto, gli stessi difetti delle liste bloccate del “Porcellum”, già bocciate dalla Corte Costituzionale nella sentenza 1/2014. Questi meccanismi finiscono per togliere agli elettori la possibilità di decidere chi li rappresenta, lasciando troppo potere nelle mani di chi compone le liste in contrasto con la Costituzione.
Il momento di cambiare è ORA: diamo forza alla partecipazione!
● Le firme saranno raccolte online sul portale del Ministero già dal 15/novembre.
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open
● Per la legge di iniziativa popolare occorrono 50.000 in sei mesi
● Senza la partecipazione consapevole dei cittadini non può essere attuata la Costituzione.
Chiediamo a tutti di informarsi e informare.
Invitiamo a firmare anche per la legge iniziativa popolare per diritto di voto per il 10% di elettori che vivono lontano dalla propria residenza per motivi di studio, lavoro o altro. Un passo indispensabile per rendere il voto davvero universale e anche per il raggiungimento del quorum del referendum.
https://votolibeguale.it/#fuorisede.
venerdì 19 settembre 2025
Firmiamo per questi referendum!
L' Associazione Voto LibEguale ha depositati in Cassazione due quesiti referendari per cancellare il “voto congiunto” e le pluricandidature previsti dall’attuale legge elettorale per Camera e Senato, il cosiddetto “Rosatellum”. Insieme ai quesiti, è stata presentata anche una proposta di legge di iniziativa popolare per reintrodurre il voto di preferenza. I quesiti per l'abrogazione del voto congiunto e pluricandidature sono stati presentati anche come Leggi di iniziativa popolare.
L’obiettivo è semplice e ambizioso: restituire agli elettori il diritto di scegliere davvero i propri rappresentanti in Parlamento, senza meccanismi che distorcono la volontà popolare.
Per i due quesiti referendari è già possibile firmare con SPID o CIE sul sito del Ministero della Giustizia.
I componenti del CdC di Trieste, pur sapendo che il Governo e la maggioranza parlamentare prenderanno ogni misura possibile per vanificare referendum e proposte di legge d'iniziativa popolare, firmeranno le proposte sul sito e invitano a firmarle: si tratta pur sempre di segnali di una Società Civile che non si arrende al voto incostituzionale che soffriamo da trent'anni.
Si può firmare fino al 30 settembre 2025 (!!!) per i 2 referendum abrogativi. AFFRETTATEVI!
No a marchingegni che ledono la prerogative del voto garantite dall'Art.48 della Costituzione:
No Voto Congiunto
No Pluricandidature
No Liste Bloccate
Sì a scegliere tutti i propri rappresentanti.
Firma per abrogare il voto congiunto
Firma per abrogare le pluricandidature
Inoltre:
🔴 Un elettore su tre è a rischio di astensionismo involontario
10% di elettori vivono all’estero e faticano ad essere informati
10% sono fuori sede vivendo in una provincia italiana diversa da quella di residenza
13% sono over 75 e fanno fatica a recarsi fisicamente al seggio
Questa legge di iniziativa popolare è stata proposta dalla "Rete Voto Fuori Sede" e da "The Good Lobby", ed è possibile firmare fino al 28 febbraio 2026.
🇮🇹 PER UNA REPUBBLICA DAVVERO DEMOCRATICA
domenica 22 giugno 2025
La democrazia costituzionale si salva a partire dalla rappresentanza
Riceviamo e volentieri condividiamo:
APPELLO
La democrazia costituzionale si salva a partire dalla rappresentanza, qui e ORA
Rilanciamo il nostro pressante appello per il superamento della legge elettorale per il Parlamento nota come “Rosatellum”.
Questa legge elettorale iniqua deve essere superata ora, come avevano chiesto già lo scorso anno i promotori del Comitato Referendario per la Rappresentanza, ispirandosi all’impegno di Felice Besostri.
Il Rosatellum riproduce in maniera sostanziale il meccanismo delle liste bloccate del Porcellum cassato dalla sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale, privando il corpo elettorale del diritto di indicare direttamente tutti i propri rappresentanti, come garantito dalla Costituzione, e va persino oltre, privando l’elettore della consapevolezza di quale lista ha votato e di conoscere chi sia stato eletto nel suo collegio. Questo tramite marchingegni come il voto congiunto, le liste bloccate seppur corte e le pluricandidature.
Dobbiamo continuare a lavorare insieme in difesa del voto personale, eguale, libero e segreto, garantito dall’art. 48 della Costituzione, oltre che per trovare soluzioni ragionevoli, praticabili, stabili, per superare l’astensionismo “involontario” del 10% di cittadini residenti all’estero e del 10% degli elettori fuori sede, ossia elettori che vivono per comprovati motivi di lavoro, studio o altro, in una provincia italiana diversa da quella di residenza, per cui l’Italia è l’unico grande paese UE a non avere una legge e una procedura definitive, siamo ancora alle sperimentazioni avvenute alle europee 2024 e al referendum 2025.
Alle formazioni politiche deve essere garantita la possibilità di presentarsi nelle circoscrizioni in cui lo ritengano opportuno, con modalità chiare e semplici, come avviene nella maggior parte d’Europa.
All'elettore deve essere restituita dopo 20 anni la possibilità di votare non solo una lista, ma anche di dare con facilità l’indicazione per i propri rappresentanti potendo esprimere tra nomi già stampati sulla scheda fino a due preferenze di genere diverso, sia per la Camera che per il Senato.
Il momento di cambiare è ORA. Al più tardi fra due anni si terranno le elezioni politiche e, come raccomandato dalla Commissione di Venezia, l’ultimo anno prima del voto ogni modifica della legge elettorale potrebbe rivelarsi una cura peggiore del male.
...Il momento di cambiare è ORA, anche di fronte alla sempre più drammatica erosione della nostra Costituzione, delle democrazie e del diritto internazionale. Diamo forza alla partecipazione di tutti, a difesa dei diritti e dei doveri di tutti, nella Repubblica, in Europa, nel mondo.
Associazioni aderenti
https://autonomieeambiente.eu/
https://www.partecipazioneattiva.online/
https://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.com/
https://votolibeguale.it
https://www.acaim.it/
venerdì 6 giugno 2025
Cinque SÌ per applicare la Costituzione
Il motto del Comitato di Trieste a difesa della Costituzione è
"La costituzione va APPLICATA, non stravolta".
Per questo invitiamo convintamente a votare, e votare 5 SÌ, ai referendum dell'8 e 9 giugno.
Tutt'e 5 i referendum mirano infatti a ripristinare pezzi di legislazione che sono stati modificati in senso contrario ai dettati Costituzionali: se non nella lettera (che la Consulta non ha mai giudicato), sicuramente nello spirito.
Lavoro e lavoratori sono citati ampiamente nella Costituzione:
già all'Art. 1, "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."
Art.3: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Art. 4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."
Art. 35: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori."
Art. 36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa."
(E in molti altri punti che non riguardano questi referendum.)
Gli articoli, che i quattro referendum sul lavoro vogliono abrogare, sono tutti peggiorativi delle condizioni e della dignità di chi lavora:
La possibilità di essere licenziati illegittimamente senza che un giudice possa ordinare il reintegro (referendum 1) o un indennizzo congruo (referendum 2);
la possibilità di vedersi rinnovare più e più volte un contratto a termine anziché venir assunti, anche senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo (referendum 3);
la possibilità di venire feriti o uccisi sul lavoro perché chi indice una gara d'appalto può, SENZA ALCUNA RESPONSABILITÀ, fissare condizioni che rendano impossibile l'esecuzione senza rinunciare a misure inderogabili di sicurezza, si pensi ad esempio alla manutenzione di strade e autostrade con auto e camion che sfrecciano a pochi centimetri (referendum 4).
Per quanto riguarda il referendum 5, l'articolo 3 garantisce "l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori [NON DEI SOLI CITTADINI!] all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Cittadine o cittadini stranieri che si mantengono in Italia con il loro lavoro e conoscono la lingua italiana abbastanza da poter partecipare, hanno per questo diritto a chiedere, se lo desiderano, la cittadinanza italiana. Il ragionevole tempo di residenza necessario per poter presentare la domanda è, per la maggior parte dei Paesi, di 5 anni, e lo era anche in Italia dal 1865 al 1992, quando fu raddoppiato. Da allora si sono susseguite iniziative volte a negare agli stranieri anche i diritti espressamente stabiliti nella Costituzione, quali il diritto d'asilo (Art. 10, comma 3), e perfino il diritto ad essere soccorsi in caso di naufragio (Art.10, comma 1), con provvedimenti amministrativi non suscettibili di referendum.
Votare SÌ al referendum 5 assume quindi un valore simbolico contro tutte le azioni disumane perpetrate dagli ultimi governi contro i diritti umani dei migranti.
Un'ultima osservazione. Sono 30 anni che leggi elettorali incostituzionali hanno massacrato la rappresentanza dei cittadini, in favore di una "governabilità" intesa come potere assoluto di chi riesce, di riffa o di raffa, a conquistare una maggioranza parlamentare.
Questa situazione fa percepire a tante cittadine e cittadini del tutto inutile partecipare alle votazioni. I referendum rimangono l'unico strumento col quale possiamo far sentire la nostra voce ottenendo un risultato immediato. È necessario preservarli e facilitarne l'uso, non svilirli.
La disinvoltura con cui importanti Cariche dello Stato, elette grazie a QUELLE leggi leggi elettorali, invitano a non andare a votare, per far fallire i referendum di cui temono i risultati, dev'essere un incentivo ad andare ai seggi per chi ha a cuore la Democrazia.
Al mare andateci pure, ma DOPO aver votato cinque SÌ.
domenica 13 aprile 2025
Votare ai referendum fuori sede: presentare domanda entro il 4 maggio!
Per i Referendum su lavoro e cittadinanza, che si terranno l’8 e 9 giugno prossimi, potranno votare a distanza tutte e tutti coloro che si trovano temporaneamente fuori sede.
SIA PER STUDIO, CHE PER
LAVORO, CHE PER CURE MEDICHE.
E' necessario però che presentino
domanda per farlo al Comune dove sono domiciliati e vogliono
votare, entro e
non oltre il 4 maggio.
La richiesta può essere anche
inviata via e-mail.
Tutte le istruzioni per farlo
QUI:
https://www.thegoodlobby.it/referendum-come-votare-fuorisede/
giovedì 27 febbraio 2025
28 febbraio - convegno su Autonomia Differenziata
Venerdì 28 febbraio, alle 17:30, si terrà nella sala Tessitori della Regione (piazza Oberdan 5) un convegno sull'autonomia differenziata organizzata dal Movimento 5 stelle. Fra i relatori, a nome del CdC Trieste, il nostro Daniele Dovenna. Qui sotto la locandina.
venerdì 10 gennaio 2025
27 gennaio - marcia silenziosa
Nella giornata del 27 Gennaio 2025, a partire dalle ore 9.00 presso la Casa circondariale in via Coroneo, avrà luogo la cerimonia e la successiva marcia silenziosa a cura dell’ ANED verso la Stazione Centrale di Trieste.
Vi ricordiamo che tale iniziativa è stata individuata collettivamente quale primo atto formale e pubblico di presenza organizzata del Comitato 25 Aprile .
Per tale motivazione e
al fine di poter garantire un ritorno importante anche dal punto di
vista mediatico per il medesimo, alla luce anche della presenza in tale
iniziativa di figure rilevanti quali il Questore e il Prefetto di
Trieste e dell’ importanza che il giorno della Memoria riveste, vi
preghiamo di poter garantire e impegnare le vostre “ strutture “ di
pertinenza alla massima presenza possibile.
Vi comunichiamo che, in
tale giornata il Comitato 25 Aprile sarà munito di striscione così da
poter evidenziare e palesare la presenza organizzata di tutti i “
soggetti “ che hanno deciso di riconoscersi nel medesimo.
Alleghiamo il volantino dell’ ANED relativo a
tale iniziativa, esaustivo di tutte le informazioni utili allo
svolgimento della medesima.
Confidiamo nella massima partecipazione e vi porgiamo fraterni saluti.
Il Comitato 25 Aprile
venerdì 13 dicembre 2024
Dopo la sentenza Della Consulta sulla legge per l'autonomia diferenziata
"Legge Calderoli e
ammissibilità del referendum
abrogativo dopo la sentenza
della Corte Costituzionale"
Sabato 14 dicembre ore 10.30,
Circolo della Stampa di Trieste, Corso Italia 13
Relazione introduttiva di
Alessandra Algostino
ordinaria di diritto costituzionale all'Università
di Torino
Interventi:
Marina Boscaino
portavoce nazionale dei Comitati contro
qualunque autonomia differenziata
Daniele Dovenna
Comitato a difesa della Costituzione – Trieste
Fabio Vallon
presidente dell'Anpi di Trieste
Matteo Slataper, Massimo Marega
segretario generale FLC, segretario generale
Nccdl - Cgil Trieste
Segue dibattito
mercoledì 17 luglio 2024
Sabato 20 luglio FIRMA DAY - FIRMA, DÈI!
"Firma, dei!", giornata di democrazia partecipativa sabato 20 luglio
Consentire ai cittadini di trovare in un unico luogo tutti i banchetti per sottoscrivere le proposte di referendum abrogativo, le leggi di iniziativa popolare e le petizioni.
E' questo lo spirito del "Firma, dei!", l'iniziativa organizzata congiuntamente da Movimento 5 Stelle, CGIL, Adesso Trieste e Comitato a Difesa della Costituzione, che si svolgerà a Trieste sabato 20 luglio dalle 10 fino a tardo pomeriggio in largo Don Bonifacio (inizio Viale XX Settembre).
Durante questa giornata di democrazia partecipativa sarà infatti possibile firmare a sostegno della legge di iniziativa popolare sul salario minimo, per il referendum che vuole abrogare le parti incostituzionali della legge elettorale Rosatellum e per il referendum contro l’autonomia differenziata. Saranno inoltre disponibili per la sottoscrizione altre petizioni su temi locali.
Movimento 5 Stelle Trieste
CGIL Trieste
Adesso Trieste
Comitato a Difesa della Costituzione
mercoledì 3 luglio 2024
Referendum Besostri per modificare il Rosatellum: come e dove firmare
Fino a settembre è possibile firmare per i referendum scritti da Besostri:
- Abolizione delle soglie di sbarramento
- Abolizione di ogni privilegio nella raccolta delle firme per la presentazione dei candidati
- Abolizione delle pluricandidature
E' possibile firmare in tre modi:
1) ai banchetti in città. Ne stiamo predisponendo parecchi e li comunichiamo in anticipo, per quanto possibile. Ma non tutti i cittadini passano da quelle parti mentre sono attivi, per cui si può ricorrere alle altre due opzioni:
2) in rete, contribuendo con 1,90 euro per le spese, con carta di credito o anche bancomat. Qui istruzioni dettagliate: https://www.iovoglioscegliere.it/prima-di-firmare
3) presso il proprio Comune. TUTTI gli 8.000 Comuni italiani hanno ricevuto via PEC i moduli da vidimare e mettere a disposizione dei cittadini raccogliere le firme, ma ogni Comune lo fa in uffici e con orari diversi. Qui sotto gli orari per Udine, Gorizia, Pordenone e tutti i Comuni della provincia di Trieste. Per gli altri Comuni, istruzioni dettagliate qui: https://www.iovoglioscegliere.it/firmaaltuocomune
Orari dei capoluoghi in Regione FVG:
Comune di Trieste
Ufficio Delibere - largo Granatieri 1, primo piano
Prendere appuntamento telefonando al 040 6751 4024/8503
Lun-Ven 9-12
Comune di Udine
Unità Operativa Elettorale
via Beato Odorico da Pordenone 1, primo piano
lun-ven 9-12; lun,gio 15:15-16:45
Telefono: 0432 127 2618 - 123 - 268 - 234
Email: ufficio.elettorale@comune.udine.it
Comune di Gorizia
Ufficio elettorale - piazza Municipio 1, piano terra
Contatti telefonici: 0481 383 247 – 0481 383 405
Lun, Mer, Ven 10-12; Lun, Mer 15:30-16:30
Comune di Pordenone
Ufficio Relazioni con il Pubblico - Piazzetta Calderari, 1 - Piano
terra
dal lunedì al venerdì ore 9.30-12.30
Contatti telefonici: 0434 3922 45/84/88
Orari degli altri Comuni in Provincia di Trieste
1. Duino Aurisina ab. 8.208 tel. 0402017111
Segreteria generale - Municipio, primo piano a sinistra
Da lun a Ven orario 9-12
2. Monrupino ab. 840 tel 040 327 335
Segreteria Generale - Municipio
Lun-Ven 9:12; Mar, Gio 15:30-17:30
3. Muggia ab. 12.839 tel. 040 336 0111
URP piazza Marconi 1 piano terra
Lun-Ven 8:30-12:30; Lun, Mer 14:30-17:00
4. San Dorligo della Valle ab. 5.682 tel. 040 83 29 111
Ufficio Anagrafe, Municipio, piano terra a destra
Lun 14:30-16:39; Mer, Gio 9-12
5. Sgonico ab. 1.983 tel. 040 229 101
Ufficio Elettorale
Mar, Ven 9-12; Mer 15:30-17
domenica 23 giugno 2024
Appello a firmare i Referendum Besostri
REFERENDUM BESOSTRI: mentre è in pieno svolgimento, da venerdì 15 giugno, la raccolta di firme su moduli cartacei, IL COMITATO PROMOTORE HA ATTIVATA LA RACCOLTA FIRME ON LINE.
È ora possibile firmare i quattro referendum ideati da Felice Besostri con una procedura online, facendosi identificare con il proprio SPID o con la Carta d'Identità Elettronica, CIE.
Cosa serve avere pronto per firmare è spiegato qua:
https://www.iovoglioscegliere.it/prima-di-firmare
La procedura è un po' complessa, perché richiede anche il versamento di una piccola somma. Questo dovuto al fatto che lo Stato, per non favorire la democrazia diretta, non rispetta le sue stesse leggi.
Infatti la legge 30 dicembre 2020, n. 178, prevedeva l’entrata in funzione dal primo gennaio 2022 di una piattaforma pubblica (e gratuita) per raccogliere firme digitali sui referendum. Questo per rientrare nel rispetto degli obblighi internazionali, dopo l’intervento dell’ONU nel caso "Staderini/De Lucia vs Italy", che condannò l'Italia sulla base degli ostacoli irragionevoli alla raccolta delle firme nell’esercizio del diritto dei cittadini al referendum.
Ma la piattaforma è stata messa online "in test" solo nel novembre 2022 e poco dopo è stata posta "in manutenzione" e lo è ancora oggi, dopo un anno e mezzo!
Siamo
stati costretti quindi a ricorrere ad un servizio privato di
certificazione firme, al costo di 1,90 euro per accesso. Per superare le
necessarie 500.000 firme, avremmo dovuto pagare di tasca nostra oltre un milione di euro! Decisamente
fuori della portata di un piccolo gruppo di comuni cittadine e
cittadini di varia estrazione sociale, formazione culturale,
orientamento politico che rivendica il nostro diritto costituzionale di
scegliere col voto i nostri rappresentanti parlamentari.
Questo Stato, e questo Governo più degli altri, sono nemici della democrazia diretta. Superare le difficoltà tecniche per riuscire a contribuire con 2 euro, firmando, ad una raccolta che ne costerà più di un milione, è un modo concreto per dimostrare la propria opposizione a questo concetto proprietario dello Stato.
Diffondete per favore l'appello a firmare nei vostri ambiti, a tutti i vostri contatti, con blog, mailing list e pagine social:
non aspettate di trovare nelle vostre città un banchetto che raccolga
le firme su moduli cartacei: i banchetti costano molto, in termini di
lavoro dei nostri volontari, tempo e difficoltà burocratiche, mentre la propaganda di questo appello via rete può avvantaggiarsi dell'"effetto valanga".
Firmate i quattro referendum antiRosatellum ideati da Felice Besostri sul sito del Comitato:
https://www.iovoglioscegliere.it/
versando i 2 euro richiesti e superando le difficoltà frapposte da uno Stato che continua a "violare il diritto di tutti i cittadini italiani di partecipare alla vita politica e al governo del Paese, senza ostacoli irragionevoli, attraverso i referendum e le leggi di iniziativa popolare".
Parola del Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il 29 novembre 2019.
sabato 22 giugno 2024
ORA si possono firmare i "referendum Besostri" ONLINE
REFERENDUM BESOSTRI: mentre è in pieno svolgimento, da venerdì 15 giugno, la raccolta di firme su moduli cartacei, IL COMITATO PROMOTORE HA ATTIVATA LA RACCOLTA FIRME ON LINE.
È ora possibile firmare i quattro referendum ideati da Felice Besostri con una procedura online, facendosi identificare con il proprio SPID o con la Carta d'Identità Elettronica, CIE.
Su questo dobbiamo puntare moltissimo con un battage pubblicitario via rete: mailing list, blog, pagine Facebook, X, Instagram, e altri social. ORA si può: farlo quando la procedura non era ancora attiva sarebbe stato controproducente.
L'appello da far girare è QUI
Il post su Facebook da condividere è QUI
Cosa serve avere pronto per firmare è spiegato qua:
https://www.iovoglioscegliere.it/prima-di-firmare
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| Click sull'immagine per ingrandirla |
La procedura è un po' complessa, perché richiede anche il versamento di una piccola somma. Questo può essere d'ostacolo nella raccolta firme (soprattutto per le difficoltà tecniche di chi non è abituato a fare micropagamenti online), ma deve diventare invece un punto motivante.
Infatti la legge 30 dicembre 2020, n. 178, prevedeva l’entrata in funzione dal primo gennaio 2022 di una piattaforma pubblica (e gratuita) per raccogliere firme digitali sui referendum. Questo per rientrare nel rispetto degli obblighi internazionali, dopo l’intervento dell’ONU nel caso "Staderini/De Lucia vs Italy", che condannò l'Italia sulla base degli ostacoli irragionevoli alla raccolta delle firme nell’esercizio del diritto dei cittadini al referendum.
Ma la piattaforma è stata messa online "in test" solo nel novembre 2022 e poco dopo è stata posta "in manutenzione" e lo è ancora oggi, dopo un anno e mezzo!
Siamo stati costretti quindi a ricorrere ad un servizio privato di certificazione firme, al costo di 1,90 euro per accesso. Per superare le necessarie 500.000 firme, avremmo dovuto pagare di tasca nostra oltre un milione di euro! Decisamente fuori della portata di un piccolo gruppo di comuni cittadine e cittadini di varia estrazione sociale, formazione culturale, orientamento politico che rivendica il nostro diritto costituzionale di scegliere col voto i nostri rappresentanti parlamentari.
Questo Stato, e questo Governo più degli altri, sono nemici della democrazia diretta. Superare le difficoltà tecniche per riuscire a contribuire con 2 euro, firmando, ad una raccolta che ne costerà più di un milione, è un modo concreto per dimostrare la propria opposizione a questo concetto proprietario dello Stato.
Diffondete per favore l'appello a firmare nei vostri ambiti, a tutti i vostri contatti, con blog, mailing list e pagine social: non aspettate di trovare nelle vostre città un banchetto che raccolga le firme su moduli cartacei: i banchetti costano molto, in termini di lavoro dei nostri volontari, tempo e difficoltà burocratiche, mentre la propaganda di questo appello via rete può avvantaggiarsi dell'"effetto valanga".
Per l'"effetto valanga" bisogna tener presenti due cose:
1) l'effetto valanga può verificarsi o non verificarsi, dipende dal tasso di condivisione del messaggio, ma in entrambi i casi all'inizio è molto piccolo, quasi invisibile. Non bisogna scoraggiarsi se a breve i ritorni, in termini di firme ottenute, saranno scarsi: potranno aumentare moltissimo in una o due settimane.
2) l'effetto valanga è grandemente favorito dalle condivisioni a lunga distanza; senza di esse, si rischia che il messaggio raggiunga più e più volte sempre lo stesso gruppo di persone. Sulla rete, la distanza non è quella geografica, facilmente superabile, ma la distanza fra interessi. E' necessario raggiungere non solo le persone con cui abbiamo affinità di visione politica, ma anche di altri interessi comuni, sportivi, culinari, artistici eccetera. Per questo, sui social, è importante condividere i post sui propri profili personali, non solo su pagine o gruppi dedicati alla difesa della Costituzione.
Firmate i quattro referendum antiRosatellum ideati da Felice Besostri sul sito del Comitato:
https://www.iovoglioscegliere.it/
versando i 2 euro richiesti e superando le difficoltà frapposte da uno Stato che continua a "violare il diritto di tutti i cittadini italiani di partecipare alla vita politica e al governo del Paese, senza ostacoli irragionevoli, attraverso i referendum e le leggi di iniziativa popolare".
Parola del Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il 29 novembre 2019.
giovedì 6 giugno 2024
Perché i "referendum Besostri": chiara esposizione di Daniele Dovenna
Un anno fa, ritrovandoci qui per il 2 giugno, abbiamo parlato dei tentativi di dare un volto diverso a questa Repubblica, tentativi che hanno preso nuovo vigore con l'avvento del governo Meloni.
Ma che non sono il segno distintivo di questo governo di destra e nemmeno solo dei governi di destra.
Oggi questi tentativi, rispetto a un anno orsono, sono progrediti, vedono il traguardo di un' approvazione parlamentare e costituiscono quindi un pericolo ancora più incombente e attuale.
Ma esiste il macigno di un'altra, enorme, questione a cui gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra hanno dato, negli ultimi vent'anni e più, una soluzione profondamente sbagliata, quella della rappresentanza politica e parlamentare e quindi delle leggi elettorali.
Leggi elettorali che sono state dichiarate parzialmente incostituzionali dalla Corte Costituzionale, grazie all'opera dell' avvocato Felice Besostri, recentemente scomparso, al quale va il nostro deferente ricordo, che ha curato innumerevoli ricorsi davanti ai tribunali ordinari e poi alla Corte Costituzionale.
Nel 2018 e nel 2022, alle elezioni di Camera e Senato abbiamo votato con la legge denominata Rosatellum. Una legge confezionata dal Partito Democratico e votata in Parlamento e che non ha tenuto conto dei rilievi della Corte Costituzionale, introducendo anzi ulteriori elementi di incostituzionalità, che i comitati creatisi a tutela della rappresentanza parlamentare e popolare, insieme all'avvocato Besostri hanno sollevato.
Con le dichiarazioni presentate ai seggi al momento del voto, con ricorsi fatti alle giunte per le elezioni di Camera e Senato, con ricorsi fatti a diversi Tribunali nel paese, affinchè rimettessero nuovamente davanti alla Corte Costituzionale la questione di costituzionalità su alcune parti del Rosatellum.
I tempi necessari perchè i Tribunali emettano le loro ordinanze sono lunghi e noi rischiamo di andare a votare, ancora una volta, con una legge incostituzionale. Anche qualora il governo Meloni giungesse a scadenza naturale, nel 2027.
Ma con l' ulteriore, incombente, pericolo, che anche qualora non dovesse passare la riforma costituzionale del cosiddetto “premierato”, cioè l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, chiunque, e quindi anche questa destra, vinca le elezioni, grazie alla legge elettorale Rosatellum, potrebbe ottenere un premio di maggioranza, rispetto alla percentuale di voti ottenuta, ben oltre il 50% più 1 dei seggi, e giungere persino ai 2/3 dei seggi.
E quindi avere in Parlamento una maggioranza tale da poter imporre qualsiasi riforma costituzionale, qualsiasi Presidente della Repubblica, determinare in misura decisiva la composizione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura.
Non è rimasto quindi a Besostri e agli altri giuristi e volontari militanti che lo hanno affiancato, che scegliere la via del referendum abrogativo, e quindi una proposta di eliminazione chirurgica degli aspetti più evidentemente incostituzionali del Rosatellum, in modo che risulti una legge, applicabile, ma purificata dei suoi aspetti incostituzionali.
Si è quindi costituito un comitato referendario che ha individuato quattro quesiti referendari sul Rosatellum:
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abolizione del voto congiunto tra quota proporzionale e uninominale, che fa si che l'elettore non possa votare per un candidato che riscuote la sua fiducia nell'uninominale e votare una lista di diverso orientamento politico nel proporzionale, facendo così venir meno il “voto libero” previsto dall'art. 48 della Costituzione;
eliminazione delle soglie di accesso al Parlamento , 3% dei voti per le liste singole e 10% per le coalizioni, che fanno si che centinaia di migliaia e,potenzialmente, milioni di elettori, non trovino affermata in una rappresentanza parlamentare, la loro volontà politico elettorale, facendo venir meno l'altra previsione dell'art. 48, il “voto eguale”;
eliminazione dell'esenzione dalla raccolta di firme per presentarsi alle elezioni, per i partiti già presenti in Parlamento, vera condizione discriminatoria tra partiti e quindi, indirettamente, tra elettori;
eliminazione della possibilità di candidarsi in più collegi, vera esplicitazione del comando delle segreterie dei partiti, nella definizione delle candidature, in presenza di liste che sono bloccate cioè dell'impossibilità per l'elettore di esprimere preferenze.
Alla raccolta di firme per i quesiti abrogativi così descritti, se ne affiancherà una per una legge di iniziativa popolare, che ripristini l'opportunità per l'elettore di esprimere delle preferenze, consentendogli di scegliere i candidati che riscuotono il suo consenso, affermando così, ancora una volta il principio del “voto libero”.



















