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venerdì 10 giugno 2016

Ma cosa cambia della Costituzione la revisione Renzi/Boschi?


Un confronto fra il testo oggi in vigore (modificato nel 2001 e confermato dal referendum di ottobre 2001) e il testo della revisione Renzi/Boschi l'abbiamo messo QUI. Si tratta di un file pdf in cui le modifiche sono evidenziate in ROSSO

Un altro confronto, in cui le cancellazioni sono state evidenziate in blu, e le aggiunte in rosso, si trova QUI.  E' di più difficile lettura perché riporta TUTTI gli articoli della Costituzione, non solo quelli modificati.



Il testo di legge originale invece si trova nel sito del Senato, qui. Per i non addetti ai lavori è praticamente illeggibile.

Una recensione
"È una aberrazione della lingua italiana, della tecnica legislativa e del principio della separazione dei poteri. Se avete due giorni liberi vi spiego tutto. P. S.  È  anche una presa per i fondelli."

giovedì 9 giugno 2016

Conferenza stampa dell'ANPI-VZPI di TRIESTE

COMUNICATO STAMPA
Si è svolta stamattina alle ore 10.30 presso la sede provinciale di Trieste la conferenza stampa dell’ANPI-VZPI assieme al Comitato referendario per il no alla riforma del Senato e per il sì alla correzione della legge elettorale “Italicum”, che si inserisce nella campagna già avviata in tutta Italia volta ad informare sulla valenza del referendum istituzionale e sulla partecipazione diretta dei cittadini alle scelte che determineranno il futuro della Repubblica Italiana.


“a fronte dell’incomprensibile oscuramento sui principali organi di informazione delle ragioni di chi si oppone a tale riforma - ha affermato Fabio Vallon, presidente provinciale dell’ANPI-VZPI – è necessaria una mobilitazione di tutti e di tutte per firmare, nel prossimo fine settimana ai banchetti che si stanno organizzando in città ed in provincia, le richieste referendarie. Occorre che la gente sia informata correttamente, e la prima occasione per farlo è venire ai banchetti, dove i cittadini e le cittadine troveranno tutte le informazioni necessarie.”
Opporsi ad una riforma costituzionale che riduce i poteri degli elettori non significa di per sé essere contrari ad ogni possibile modifica della carta costituzionale. Noi intendiamo la nostra costituzione come una cosa viva, e come tutte le cose vive non solo può, ma anzi deve, modificarsi ed adattarsi nel tempo, per rigenerarsi, per poter effettivamente rispondere ai bisogni, per potersi realmente concretizzare ed attuare. Ma questa riforma è una riforma per riduzione, non per ampliamento” – ha proseguito Vallon.
L’Anpi-Vzpi condivide, con larghi settori della società, una grande preoccupazione rispetto alla manomissione in particolare di due principi fondamentali della Costituzione: il bilanciamento dei poteri e il diritto di rappresentanza dei cittadini in Parlamento.
Come ANPI VZPI, abbiamo a cuore la Costituzione nata dalla Resistenza, la sua attuazione, la sua applicazione, la sua salute. Non ci interessano né le sorti del governo, né tantomeno quelle del Presidente dei Consiglio dei Ministri o di questo o quel ministro. Il combinato disposto della nuova legge elettorale e il finto monocameralismo derivante dall’avere un senato dalle dubbie competenze ad elezione indiretta, o di secondo grado, produce di fatto solo la riduzione del potere di controllo sull’operato degli eletti e la riduzione se non addirittura l’impossibilità della scelta dei parlamentari. E lo si fa usando come scusante la velocità decisionale che però va a discapito dei diritti di parola, di scelta, di consultazione. Una riforma che prevede che il partito che vince le elezioni ha in mano il Parlamento, il Governo, la Presidenza della Repubblica, magari essendo di fatto in minoranza nel paese. Questo è quello che critichiamo. Per questi motivi diciamo un chiaro, forte, convinto, necessario, obbligatorio no alla riforma.

Trieste, 9 giugno 2016

venerdì 3 giugno 2016

Dove raccogliamo le firme

Oltre che presso i Comuni i cui orari sono pubblicati nel post precedente, raccogliamo le firme anche nei banchetti sotto elencati i cui dati verranno ulteriormente aggiornati in base alla mobilitazione straordinaria prevista in tutta Italia per i giorni 11 e 12 giugno

Calendario raccolta firme contro Italicum – Trieste mese di giugno 2016

Data Luogo Orario
Venerdì 3 giugno Piazza Venezia, 18 - 20
Sabato 4 giugno Ex Ospedale Psichiatrico Provinciale, manifestazione BIOEST 11 - 15


BIOEST 15 - 19
Domenica 5 giugno BIOEST 11 - 15


BIOEST 15 - 19
Martedì 7 giugno Circolo della Stampa: manifestazione con Barberis e Pastrello
(Confermata - da dettagliare)
17:30 – 19:30
Giovedì 9 giugno Sede ANPI: conferenza stampa 11 - 13
Sabato 11 giugno Mobilitazione straordinaria


Largo Barriera
10 - 13


Mobilitazione straordinaria


Inizio Viale XX settembre
16 - 19
Domenica 12 giugno Mobilitazione straordinaria


Capo di Piazza
10 - 13




giovedì 26 maggio 2016

Per firmare nel vostro Comune - orari in provincia di Trieste

Le firme per i referendum contro l’”Italicum” si raccolgono anche nei Comuni
Gli orari in Provincia di Trieste
Anche i Comuni hanno ricevuto i moduli per la raccolta delle firme per le tre richieste di referendum, due abrogativi di alcune norme della nuova legge elettorale (il cosiddetto “Italicum”) e uno per non confermare la riforma costituzionale Renzi-Boschi . 
Il Comitato Difesa Costituzione di Trieste ha consegnato i moduli per le richieste di referendum ai sei Comuni della Provincia, i quali li mettono a disposizione dei cittadini nei seguenti luoghi e orari 
(purtroppo diversi da Comune a Comune. Alleghiamo per comodità la tabella oraria di tutt'e sei i comuni):
Trieste – largo Granatieri 2, I p., st. 210 
  • il lunedì dalle 9 alle 11 e dalle 14.30 alle 16.30
  • il martedì dalle 9 alle 12
  • il mercoledì dalle 11 alle 13
  • il giovedì dalle 9 alle 11 e dalle 14.30 alle 16.30
  • il venerdì dalle 9 alle 11
Muggia – Municipio, uff. anagrafe
  • dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12
  • il lunedì e il mercoledì anche dalle 14 alle 16.30
S. Dorligo - Dolina – Municipio, uff. anagrafe 
  • dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.15
  • il lunedì e il mercoledì anche dalle 14.30 alle 16.45
Duino-Aurisina – Municipio, I p., uff. Segretario Comunale 
  • dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12
  • il lunedì ed il mercoledì anche dalle 15 alle 17
Sgonico – Municipio, I p., Segreteria comunale 
  • dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30
  • il mercoledì anche dalle 15.30 alle 17
Monrupino – Municipio, piano terreno, ufficio anagrafe 
  • dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30
  • il lunedì ed il mercoledì anche dalle 14 alle 17.30

In Comune possono firmare soltanto gli elettori di quel Comune. Si firma muniti di un documento di identità valido.


martedì 17 maggio 2016

è nato il "comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale":

i liberali non possono che votare no 


comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale



Il 16 maggio si è costituito il “Comitato dei liberali per il no alla riforma costituzionale”. Primi firmatari Beatrice Rangoni Machiavelli, Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo.


Al referendum costituzionale confermativo della riforma costituzionale nessun liberale può votare a favore.

Occorre una urgente mobilitazione di ogni espressione politica e culturale del liberalismo italiano per fermare una riforma costituzionale che nega in radice tutti i principi del liberalismo. Occorre un chiaro NO per queste 5 ragioni liberali:

1. NO perché si cancella in radice la separazione dei poteri:
il liberalismo nasce con l’esigenza, avanzata da  Montesquieu, di “limitare il sovrano”, separando il potere esecutivo dagli altri poteri dello Stato, legislativo e giudiziario;  più di recente, riarticolando il potere pubblico in una pluralità di sedi, in un sistema “poliarchico”, che impedisca a chiunque di concentrare nelle sue mani tutto quel potere che può limitare la libertà degli individui. Questa riforma ci regala invece un nuovo “sovrano assoluto senza corona”

2. NO perché si cancellano i contropoteri
Dall’inizio del ‘900 ogni dittatura, anche la più sanguinosa, ha sentito il bisogno di giustificarsi dandosi una costituzione; ma liberale è solo quella costituzione che frena l’esercizio del potere attraverso un articolato sistema di bilanciamenti e controlli. La Riforma Costituzionale li azzera, lasciando in piedi un barocco sistema di procedure, inutili e costose, a imbellettare la liquidazione dei contropoteri: infatti la riforma della Rai, i cui vertici vengono scelti direttamente dal Governo e una legge elettorale che, caso unico al mondo, da la maggioranza assoluta ad un partito anche fortemente minoritario, in questo contesto di riforma costituzionale, annullando completamente il principio liberale dell’equilibrio dei poteri, costituiscono una innegabile realtà di concentrazione di ogni potere decisionale sul capo dell’esecutivo.

3. NO perché la Costituzione si fa flessibile
La costituzione voluta dai liberali è una “supernorma”, una norma cioè che impedisce la “dittatura della maggioranza”, in quanto pone limiti invalicabili alla volontà che la maggioranza esprime quando fa le norme. Tanto che esiste poi un organo, la Corte Costituzionale, che cancella quelle norme che, pur volute da una maggioranza legittima, ledono quei diritti che la Costituzione sottrare anche alla sua volontà. La riforma costituzionale in combinato con una pessima legge elettorale cancella di fatto questo limite, rendendo inutile la costituzione in quanto tale nell’ottica liberale,  perché la rende così malleabile ai voleri della maggioranza da consentire che ogni volontà possa piegare la costituzione e adattarla al volere del momento, anche contro i diritti dei singoli cittadini

4. NO perché si complica il sistema di produzione delle norme
Gli esperti hanno dimostrato che dalle nuove e pasticciatissime norme su Senato e procedura legislativa deriverebbero non meno di sette procedimenti legislativi differenti, in un intrico complicato che modifica il sistema Parlamentare a indiretto beneficio del Governo, introducendo un arbitrio procedurale che nega in radice il senso stesso del costituzionalismo liberale,  come kelseniana architettura di procedure per la decisione collettiva.

5. NO perché si blinda una nomenclatura irresponsabile
Ancora una volta non è solo la pessima riforma costituzionale in sé, ma la perversa combinazione con una legge elettorale farsesca a impedire il sorgere di nuovi movimenti, a cristallizzare il potere nelle vecchie strutture di partiti ormai del tutto delegittimati, a ridurre i parlamentari a pedine di un gioco deciso in qualche stanza segreta da pochi onnipotenti. Il neo Senato sarà composto da membri non scelti dai cittadini ma “nominati” all’interno della peggiore classe politica del paese, quella degli amministratori regionali e locali, a cui – grande novità -si garantisce l’immunità parlamentare.

FIRMATARI:

vedi http://www.liberalixilno.it/lappello-dei-liberali-per-il-no/