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martedì 16 dicembre 2025

Macché separazione delle carriere!

La controriforma Nordio sulla Giustizia viene presentata dal Governo come "Riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati" e le viene attribuito il potere di rendere più rapidi i processi.

Sono frottole. La riforma non contiene assolutamente nulla che incida sullo svolgimento dei processi, e la separazione delle carriere è uno specchietto per allodole: di fatto già c'è, dalla riforma Cartabia del 2022 (il magistrato può operare il cambio tra funzioni giudicanti e requirenti una sola volta nella vita, ed entro dieci anni dall’assegnazione della prima sede).

 Il vero cuore della riforma Nordio è la separazione DEGLI ORGANI DI AUTOGOVERNO della Magistratura, allo scopo di indebolirli e di metterli sotto il controllo della maggioranza parlamentare - cioè, con le leggi elettorali vigenti e prospettate, del Governo.

Art. 3 del Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione da ciascuna Camera, recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare». (25A05968) (GU Serie Generale n.253 del 30-10-2025)::

 "Il  Consiglio  superiore  della  magistratura  giudicante  e   il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica. 
Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. 
Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo,  da  un elenco di professori ordinari di universita' in materie giuridiche  e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il  Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila  mediante elezione,  e,  per  due  terzi,  rispettivamente,  tra  i  magistrati giudicanti e  i  magistrati  requirenti,  nel  numero  e  secondo  le procedure previsti dalla legg
e."

Cioè la maggioranza di governo elegge come membri laici chi vuole, e, con legge ordinaria, stabilisce le procedure con cui vengono eletti i membri togati. Insomma, crea due CSM a sua immagine e somiglianza. E quale magistrato oserà non seguire le indicazioni suggerite dal Governo in carica, sapendo che le sue valutazioni, promozioni e trasferimenti verranno decise da un organo controllato dalla maggioranza parlamentare?
 

Il NO al referendum sulla legge Nordio può bloccare questo stravolgimento della Costituzione ed è un modo per riportare a votare tanti cittadini, perché in questa occasione il voto di ciascuno vale e decide. Un referendum costituzionale è valido con qualunque numero di votanti. Chi vota decide.

I tempi non sono larghissimi: si voterà, presumibilmente, a fine Marzo 2026.

- o -

Per questo, il 9 dicembre si è svolta l’Assemblea per la definizione del COMITATO PER IL NO al referendum sulla controriforma della giustizia Nordio, cui hanno partecipato, a partire dalla Via Maestra, molte Associazioni, Movimenti e personalità giuridiche. Presidente del Comitato è stato designato dall'Assemblea Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio assassinato dalle Brigate Rosse, già deputato e docente di Fisica della Materia alla Sapienza.

Dopo le festività verrà organizzata una grande Assemblea nazionale a Roma per il lancio della campagna referendaria (probabilmente per il 10 gennaio). Al più presto si produrranno materiali di informazione ed il Logo del Comitato. 


E' stato chiesto che già da ora, in tutti i territori, si dia luogo ad iniziative per costituire ovunque possibile i Comitati per il NO locali.

A Trieste lo stiamo costruendo. 





lunedì 15 dicembre 2025

FERMIAMOLI ANCORA UNA VOLTA!

Il 3 dicembre 2004 la Corte Costituzionale depositò la sentenza 192/2004 che massacrava la legge sull'attuazione dell'Autonomia Differenziata. Ma già 20 giorni prima, il 14 novembre, l'aveva anticipata con un comunicato stampa che vale la pena leggere: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/comunicatistampa/CC_CS_20241114180612.pdf

Dopo aver riassunto in maniera chiarissima tutti gli aspetti incosituzionale della legge, il comunicato termina con queste parole:
"La Corte resta competente a vagliare la costituzionalità delle singole leggi di differenziazione, qualora venissero censurate, con ricorso in via principale da altre regioni, o in via incidentale."

Questo è qualcosa di più di un comunicato stampa che anticipa una sentenza da pubblicare a breve. E' un invito esplicito alla vigilanza, e la richiesta che chi può - le altre Regioni, e i giudici nel corso di un eventuale processo - non esiti a rivolgersi alla Corte stessa nel caso che intese fra Governo e Regioni, scritte ignorando la sentenza, vengano approvate dal Parlamento. Che è quanto potrà verificarsi a breve: