La controriforma Nordio sulla Giustizia viene presentata dal Governo come "Riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati" e le viene attribuito il potere di rendere più rapidi i processi.
Sono frottole. La riforma non contiene assolutamente nulla che incida sullo svolgimento dei processi, e la separazione delle carriere è uno specchietto per allodole: di fatto già c'è, dalla riforma Cartabia del 2022 (il magistrato può operare il cambio tra funzioni giudicanti e requirenti una sola volta nella vita, ed entro dieci anni dall’assegnazione della prima sede).
Il vero cuore della riforma Nordio è la separazione DEGLI ORGANI DI AUTOGOVERNO della Magistratura, allo scopo di indebolirli e di metterli sotto il controllo della maggioranza parlamentare - cioè, con le leggi elettorali vigenti e prospettate, del Governo.
Art. 3 del Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione da ciascuna Camera, recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare». (25A05968) (GU Serie Generale n.253 del 30-10-2025)::
"Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica.
Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di universita' in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge."
Cioè la maggioranza di governo elegge come membri laici chi vuole, e, con legge ordinaria, stabilisce le procedure con cui vengono eletti i membri togati. Insomma, crea due CSM a sua immagine e somiglianza. E quale magistrato oserà non seguire le indicazioni suggerite dal Governo in carica, sapendo che le sue valutazioni, promozioni e trasferimenti verranno decise da un organo controllato dalla maggioranza parlamentare?
Il NO al referendum sulla legge Nordio può
bloccare questo stravolgimento della Costituzione ed è un
modo per riportare a votare tanti cittadini, perché in questa
occasione il voto di ciascuno vale e decide. Un referendum
costituzionale è valido con qualunque numero di votanti. Chi
vota decide.
I tempi non sono larghissimi: si voterà, presumibilmente, a fine
Marzo 2026.
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Per questo, il 9 dicembre si è svolta l’Assemblea per la definizione del
COMITATO PER IL NO al referendum sulla controriforma della
giustizia Nordio, cui hanno partecipato, a partire dalla Via
Maestra, molte Associazioni, Movimenti e personalità giuridiche.
Presidente del Comitato è stato designato dall'Assemblea
Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio assassinato dalle Brigate
Rosse, già deputato e docente di Fisica della Materia alla
Sapienza.
Dopo le festività verrà organizzata una grande Assemblea
nazionale a Roma per il lancio della campagna referendaria
(probabilmente per il 10 gennaio). Al più presto si produrranno
materiali di informazione ed il Logo del Comitato.
E' stato chiesto che già da ora, in tutti i territori, si dia luogo
ad iniziative per costituire ovunque possibile i Comitati per
il NO locali.
A Trieste lo stiamo costruendo.
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