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domenica 11 gennaio 2026

Firmiamo per il referendum della società civile!

 

l Comitato della Società Civile per il NO al referendum si è costituito e ha tenuto un congresso per avviare la campagna per il NO, ma il materiale propagandistico latita. 

Per adesso dobbiamo far firmare la richiesta di referendum presentata da 15 cittadini della società civile, per ottenere l'accesso ai mezzi di propaganda elettorale. 

Abbiamo solo ancora 20 giorni di tempo, anche se le firme sono già oltre 343.000 su 500.000 necessarie.

Il volantino che trovate QUI è destinato ai nostri iscritti e simpatizzanti. Facciamolo girare. 

 


 

 

La giustizia non è mai una questione astratta: riguarda la vita reale delle persone, i loro diritti, la possibilità di essere tutelati o lasciati soli.


Questa riforma non nasce per migliorare ciò che non funziona.

Non accorcia i tempi, non rafforza le tutele, non rende lo Stato più giusto.

Indebolisce i contrappesi, riduce il controllo di legalità e sposta ancora una volta l’equilibrio lontano dai cittadini e vicino al potere.


Di fronte a questo, non servono slogan.

Serve partecipazione.

La Costituzione ci dà uno strumento chiaro per intervenire: il referendum.

Cinque­centomila firme per rimettere la parola nelle mani delle persone.

Non è una protesta, è democrazia.


Siamo già in tanti ad aver firmato. Adesso serve l’ultimo tratto di strada, quello decisivo.

Due minuti del tuo tempo possono fare la differenza.

Firma. Fai firmare.

Perché la giustizia non si difende da sola.



Si può firmare con SPID o CIE a questo indirizzo:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

 

martedì 16 dicembre 2025

Macché separazione delle carriere!

La controriforma Nordio sulla Giustizia viene presentata dal Governo come "Riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati" e le viene attribuito il potere di rendere più rapidi i processi.

Sono frottole. La riforma non contiene assolutamente nulla che incida sullo svolgimento dei processi, e la separazione delle carriere è uno specchietto per allodole: di fatto già c'è, dalla riforma Cartabia del 2022 (il magistrato può operare il cambio tra funzioni giudicanti e requirenti una sola volta nella vita, ed entro dieci anni dall’assegnazione della prima sede).

 Il vero cuore della riforma Nordio è la separazione DEGLI ORGANI DI AUTOGOVERNO della Magistratura, allo scopo di indebolirli e di metterli sotto il controllo della maggioranza parlamentare - cioè, con le leggi elettorali vigenti e prospettate, del Governo.

Art. 3 del Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione da ciascuna Camera, recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare». (25A05968) (GU Serie Generale n.253 del 30-10-2025)::

 "Il  Consiglio  superiore  della  magistratura  giudicante  e   il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica. 
Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. 
Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo,  da  un elenco di professori ordinari di universita' in materie giuridiche  e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il  Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila  mediante elezione,  e,  per  due  terzi,  rispettivamente,  tra  i  magistrati giudicanti e  i  magistrati  requirenti,  nel  numero  e  secondo  le procedure previsti dalla legg
e."

Cioè la maggioranza di governo elegge come membri laici chi vuole, e, con legge ordinaria, stabilisce le procedure con cui vengono eletti i membri togati. Insomma, crea due CSM a sua immagine e somiglianza. E quale magistrato oserà non seguire le indicazioni suggerite dal Governo in carica, sapendo che le sue valutazioni, promozioni e trasferimenti verranno decise da un organo controllato dalla maggioranza parlamentare?
 

Il NO al referendum sulla legge Nordio può bloccare questo stravolgimento della Costituzione ed è un modo per riportare a votare tanti cittadini, perché in questa occasione il voto di ciascuno vale e decide. Un referendum costituzionale è valido con qualunque numero di votanti. Chi vota decide.

I tempi non sono larghissimi: si voterà, presumibilmente, a fine Marzo 2026.

- o -

Per questo, il 9 dicembre si è svolta l’Assemblea per la definizione del COMITATO PER IL NO al referendum sulla controriforma della giustizia Nordio, cui hanno partecipato, a partire dalla Via Maestra, molte Associazioni, Movimenti e personalità giuridiche. Presidente del Comitato è stato designato dall'Assemblea Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio assassinato dalle Brigate Rosse, già deputato e docente di Fisica della Materia alla Sapienza.

Dopo le festività verrà organizzata una grande Assemblea nazionale a Roma per il lancio della campagna referendaria (probabilmente per il 10 gennaio). Al più presto si produrranno materiali di informazione ed il Logo del Comitato. 


E' stato chiesto che già da ora, in tutti i territori, si dia luogo ad iniziative per costituire ovunque possibile i Comitati per il NO locali.

A Trieste lo stiamo costruendo. 





lunedì 15 dicembre 2025

FERMIAMOLI ANCORA UNA VOLTA!

Il 3 dicembre 2004 la Corte Costituzionale depositò la sentenza 192/2004 che massacrava la legge sull'attuazione dell'Autonomia Differenziata. Ma già 20 giorni prima, il 14 novembre, l'aveva anticipata con un comunicato stampa che vale la pena leggere: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/comunicatistampa/CC_CS_20241114180612.pdf

Dopo aver riassunto in maniera chiarissima tutti gli aspetti incosituzionale della legge, il comunicato termina con queste parole:
"La Corte resta competente a vagliare la costituzionalità delle singole leggi di differenziazione, qualora venissero censurate, con ricorso in via principale da altre regioni, o in via incidentale."

Questo è qualcosa di più di un comunicato stampa che anticipa una sentenza da pubblicare a breve. E' un invito esplicito alla vigilanza, e la richiesta che chi può - le altre Regioni, e i giudici nel corso di un eventuale processo - non esiti a rivolgersi alla Corte stessa nel caso che intese fra Governo e Regioni, scritte ignorando la sentenza, vengano approvate dal Parlamento. Che è quanto potrà verificarsi a breve:

martedì 18 novembre 2025

Per tre nuove LIP sulla legge elettorale

Alcuni amici che l'anno scorso hanno partecipato al nostro tentativo, di indire un referendum contro la legge elettorale Rosatellum, hanno presentato tre Leggi di Iniziativa Popolare che vanno in senso opposto a quella che vorrebbe far approvare la Meloni - per realizzare il premierato evitando un modifica costituzionale soggetta a referendum senza quorum. In calce il loro appello a firmare.

Anche se in passato leggi di iniziativa popolare sono state cassate da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale dopo una discussione di poche ore, la loro presentazione è importante per dimostrare a tutti che la società civile non si arrende e continua perseguire con tutti i mezzi disponibili l'obbiettivo di un Parlamento rappresentativo, non assoggettato a una maggioranza blindata ottenuta con un trucco. 

Per questo invitiamo a firmare tali proposte di legge sul sito del Ministero della Giustizia: basta avere lo SPID o la Carta d'Identità Elettronica, bastano pochi minuti, basteranno 50.000 firme.

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200000

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200001

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200003

Rafforzate inoltre le firma alla Legge di Iniziativa Popolare per permettere il voto fuori sede, ha già superato le 50.000 firme, ma più siamo meglio è.

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/4200000



Al via le iniziative 
Firma per Scegliere - Vota per Contare
17 novembre 2025


Le iniziative “Firma per Scegliere - Vota per contare” per chiedere la modifica della legge elettorale per Camera e Senato, il cosiddetto “Rosatellum” sono pubblicate sul portale del ministero.

I link sono sul sito https://votolibeguale.it

1. Abrogazione voto congiunto per cui il voto al candidato uninominale va alle liste collegate e, viceversa, il voto ad una lista va anche al candidato uninominale limitando la libertà di voto dell’elettore.
2. Abrogazione delle pluricandidature, un candidato in un solo collegio. Abrogazione delle soglie che non limitano il numero di partiti, ma alterano la rappresentanza.
3. Ripristino del voto di preferenza. Riduzione delle firme per la presentazione delle liste obbligatorie per tutti senza privilegi per chi è già in Parlamento. Scelta dei candidati con primarie nello statuto dei partiti. 

L’obiettivo è restituire agli elettori il diritto di scegliere davvero i propri rappresentanti in Parlamento, senza meccanismi che distorcono la volontà popolare. La mancanza di rappresentatività del Parlamento è certo una delle cause dell’elevato astensionismo, che non può lasciarci indifferenti. A nostro parere, inoltre, il Rosatellum ripropone, attraverso “marchingegni” come liste bloccate, pluricandidature e voto
congiunto, gli stessi difetti delle liste bloccate del “Porcellum”, già bocciate dalla Corte Costituzionale nella sentenza 1/2014. Questi meccanismi finiscono per togliere agli elettori la possibilità di decidere chi li rappresenta, lasciando troppo potere nelle mani di chi compone le liste in contrasto con la Costituzione.
 
Il momento di cambiare è ORA: diamo forza alla partecipazione!
● Le firme saranno raccolte online sul portale del Ministero già dal 15/novembre.
  https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open
● Per la legge di iniziativa popolare occorrono 50.000 in sei mesi
● Senza la partecipazione consapevole dei cittadini non può essere attuata la Costituzione. 

Chiediamo a tutti di informarsi e informare.

Invitiamo a firmare anche per la legge iniziativa popolare per diritto di voto per il 10% di elettori che vivono lontano dalla propria residenza per motivi di studio, lavoro o altro. Un passo indispensabile per rendere il voto davvero universale e anche per il raggiungimento del quorum del referendum. 


https://votolibeguale.it/#fuorisede

  

venerdì 19 settembre 2025

Firmiamo per questi referendum!

L' Associazione Voto LibEguale ha depositati in Cassazione due quesiti referendari per cancellare il “voto congiunto” e le pluricandidature previsti dall’attuale legge elettorale per Camera e Senato, il cosiddetto “Rosatellum”. Insieme ai quesiti, è stata presentata anche una proposta di legge di iniziativa popolare per reintrodurre il voto di preferenza. I quesiti per l'abrogazione del voto congiunto e pluricandidature sono stati presentati anche come Leggi di iniziativa popolare.
L’obiettivo è semplice e ambizioso: restituire agli elettori il diritto di scegliere davvero i propri rappresentanti in Parlamento, senza meccanismi che distorcono la volontà popolare. 

Per i due quesiti referendari è già possibile firmare con SPID o CIE sul sito del Ministero della Giustizia.

I componenti del CdC di Trieste, pur sapendo che il Governo e la maggioranza parlamentare prenderanno ogni misura possibile per vanificare referendum e proposte di legge d'iniziativa popolare, firmeranno le proposte sul sito e invitano a firmarle: si tratta pur sempre di segnali di una Società Civile che non si arrende al voto incostituzionale che soffriamo da trent'anni.

Si può firmare fino al 30 settembre 2025 (!!!) per i 2 referendum abrogativi. AFFRETTATEVI!

No a marchingegni che ledono la prerogative del voto garantite dall'Art.48 della Costituzione:
    No Voto Congiunto
    No Pluricandidature
    No Liste Bloccate
    Sì a scegliere tutti i propri rappresentanti.

Firma per abrogare il voto congiunto

Firma per abrogare le pluricandidature

 

Inoltre: 

🔴 Un elettore su tre è a rischio di astensionismo involontario

    10% di elettori vivono all’estero e faticano ad essere informati
    10% sono fuori sede vivendo in una provincia italiana diversa da quella di residenza
    13% sono over 75 e fanno fatica a recarsi fisicamente al seggio

Firma per il voto fuori sede

        Questa legge di iniziativa popolare è stata proposta dalla "Rete Voto Fuori Sede" e da "The Good Lobby", ed è possibile firmare fino al 28 febbraio 2026. 

 


🇮🇹 PER UNA REPUBBLICA DAVVERO DEMOCRATICA

domenica 22 giugno 2025

La democrazia costituzionale si salva a partire dalla rappresentanza

Riceviamo e volentieri condividiamo:


APPELLO

La democrazia costituzionale si salva a partire dalla rappresentanza, qui e ORA

Rilanciamo il nostro pressante appello per il superamento della legge elettorale per il Parlamento nota come “Rosatellum”.

Questa legge elettorale iniqua deve essere superata ora, come avevano chiesto già lo scorso anno i promotori del Comitato Referendario per la Rappresentanza, ispirandosi all’impegno di Felice Besostri.

Il Rosatellum riproduce in maniera sostanziale il meccanismo delle liste bloccate del Porcellum cassato dalla sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale, privando il corpo elettorale del diritto di indicare direttamente tutti i propri rappresentanti, come garantito dalla Costituzione, e va persino oltre, privando l’elettore della consapevolezza di quale lista ha votato e di conoscere chi sia stato eletto nel suo collegio. Questo tramite marchingegni come il voto congiunto, le liste bloccate seppur corte e le pluricandidature.

Dobbiamo continuare a lavorare insieme in difesa del voto personale, eguale, libero e segreto, garantito dall’art. 48 della Costituzione, oltre che per trovare soluzioni ragionevoli, praticabili, stabili, per superare l’astensionismo “involontario” del 10% di cittadini residenti all’estero e del 10% degli elettori fuori sede, ossia elettori che vivono per comprovati motivi di lavoro, studio o altro, in una provincia italiana diversa da quella di residenza, per cui l’Italia è l’unico grande paese UE a non avere una legge e una procedura definitive, siamo ancora alle sperimentazioni avvenute alle europee 2024 e al referendum 2025.

Alle formazioni politiche deve essere garantita la possibilità di presentarsi nelle circoscrizioni in cui lo ritengano opportuno, con modalità chiare e semplici, come avviene nella maggior parte d’Europa.

All'elettore deve essere restituita dopo 20 anni la possibilità di votare non solo una lista, ma anche di dare con facilità l’indicazione per i propri rappresentanti potendo esprimere tra nomi già stampati sulla scheda fino a due preferenze di genere diverso, sia per la Camera che per il Senato.

Il momento di cambiare è ORA. Al più tardi fra due anni si terranno le elezioni politiche e, come raccomandato dalla Commissione di Venezia, l’ultimo anno prima del voto ogni modifica della legge elettorale potrebbe rivelarsi una cura peggiore del male.

...Il momento di cambiare è ORA, anche di fronte alla sempre più drammatica erosione della nostra Costituzione, delle democrazie e del diritto internazionale. Diamo forza alla partecipazione di tutti, a difesa dei diritti e dei doveri di tutti, nella Repubblica, in Europa, nel mondo.

Associazioni aderenti
https://autonomieeambiente.eu/
https://www.partecipazioneattiva.online/
https://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.com/
https://votolibeguale.it
https://www.acaim.it/

 

 

 

 

 

venerdì 6 giugno 2025

Cinque SÌ per applicare la Costituzione

 

Il motto del Comitato di Trieste a difesa della Costituzione è

"La costituzione va APPLICATA, non stravolta".

Per questo invitiamo convintamente a votare, e votare 5 SÌ, ai referendum dell'8 e 9 giugno. 

 

 

Tutt'e 5 i referendum mirano infatti a ripristinare pezzi di legislazione che sono stati modificati in senso contrario ai dettati Costituzionali: se non nella lettera (che la Consulta non ha mai giudicato), sicuramente nello spirito.

Lavoro e lavoratori sono citati ampiamente nella Costituzione:

già all'Art. 1, "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."

Art.3: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Art. 4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."

Art. 35: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori."

Art. 36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa."

(E in molti altri punti che non riguardano questi referendum.)

Gli articoli, che i quattro referendum sul lavoro vogliono abrogare, sono tutti peggiorativi delle condizioni e della dignità di chi lavora:

  • La possibilità di essere licenziati illegittimamente senza che un giudice possa ordinare il reintegro (referendum 1) o un indennizzo congruo (referendum 2);

  • la possibilità di vedersi rinnovare più e più volte un contratto a termine anziché venir assunti, anche senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo (referendum 3);

  • la possibilità di venire feriti o uccisi sul lavoro perché chi indice una gara d'appalto può, SENZA ALCUNA RESPONSABILITÀ, fissare condizioni che rendano impossibile l'esecuzione senza rinunciare a misure inderogabili di sicurezza, si pensi ad esempio alla manutenzione di strade e autostrade con auto e camion che sfrecciano a pochi centimetri (referendum 4).

Per quanto riguarda il referendum 5, l'articolo 3 garantisce "l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori [NON DEI SOLI CITTADINI!] all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Cittadine o cittadini stranieri che si mantengono in Italia con il loro lavoro e conoscono la lingua italiana abbastanza da poter partecipare, hanno per questo diritto a chiedere, se lo desiderano, la cittadinanza italiana. Il ragionevole tempo di residenza necessario per poter presentare la domanda è, per la maggior parte dei Paesi, di 5 anni, e lo era anche in Italia dal 1865 al 1992, quando fu raddoppiato. Da allora si sono susseguite iniziative volte a negare agli stranieri anche i diritti espressamente stabiliti nella Costituzione, quali il diritto d'asilo (Art. 10, comma 3), e perfino il diritto ad essere soccorsi in caso di naufragio (Art.10, comma 1), con provvedimenti amministrativi non suscettibili di referendum.

Votare SÌ al referendum 5 assume quindi un valore simbolico contro tutte le azioni disumane perpetrate dagli ultimi governi contro i diritti umani dei migranti.

Un'ultima osservazione. Sono 30 anni che leggi elettorali incostituzionali hanno massacrato la rappresentanza dei cittadini, in favore di una "governabilità" intesa come potere assoluto di chi riesce, di riffa o di raffa, a conquistare una maggioranza parlamentare.

Questa situazione fa percepire a tante cittadine e cittadini del tutto inutile partecipare alle votazioni. I referendum rimangono l'unico strumento col quale possiamo far sentire la nostra voce ottenendo un risultato immediato. È necessario preservarli e facilitarne l'uso, non svilirli.

La disinvoltura con cui importanti Cariche dello Stato, elette grazie a QUELLE leggi leggi elettorali, invitano a non andare a votare, per far fallire i referendum di cui temono i risultati, dev'essere un incentivo ad andare ai seggi per chi ha a cuore la Democrazia.

Al mare andateci pure, ma DOPO aver votato cinque SÌ.